Gli scarichi dei depuratori di Imperia e Ventimiglia non sono a normale e la Provincia diffida Rivieracqua. I controlli effettuati da ARPAL hanno infatti evidenziato valori oltre i limiti previsti dalla normativa.
Il caso riguarda in particolare il depuratore di Imperia, sul lungomare Vespucci, dove il campione è stato prelevato il 28 luglio 2026. Gli accertamenti hanno evidenziato diversi valori superiori ai limiti per BOD5, COD, solidi sospesi, azoto ammoniacale e tensioattivi totali. ARPAL ha effettuato anche un saggio di tossicità acuta con Daphnia magna, utilizzato per valutare gli effetti dell'effluente sull'organismo test. Tra i dati che hanno portato la Provincia a definire il campione “Non in regola” c'è soprattutto quello relativo al BOD5, risultato superiore di oltre il 100% rispetto alla concentrazione limite indicata dalla normativa.
Una situazione analoga è stata rilevata anche al depuratore di Ventimiglia, sul lungomare Varaldo. Anche in questo caso le analisi ARPAL hanno evidenziato superamenti per BOD5 e COD e per l'azoto ammoniacale. Il dato più significativo riguarda sempre il BOD5, che ha superato il limite di oltre il 100%. Ancora più elevato il superamento registrato per i solidi sospesi totali, indicato in oltre il 150% rispetto al limite.
Di fronte a questi dati, la Provincia ha diffidato Rivieracqua chiedendo di intervenire sulle cause che hanno determinato i superamenti e di riportare gli scarichi entro i limiti previsti. Il gestore dovrà effettuare nuove analisi sull'effluente e trasmetterle alla Provincia e ad ARPAL entro 30 giorni. Dovrà inoltre spiegare, attraverso una relazione tecnica, quali interventi sono stati effettuati, quali siano le cause delle anomalie e quali risultati siano emersi anche dal punto di vista della tossicità.






