Accadde Oggi - 26 settembre 2026, 08:19

ACCADDE OGGI, 26 SETTEMBRE 1984. Commercianti e sindacati sulle barricate per le continue aperture dei supermercati

Benedetti (Confesercenti): “Tra affitti alle stelle e la concorrenza dei grandi centri commerciali negozi in grande crisi”

ACCADDE OGGI, 26 SETTEMBRE 1984. Commercianti e sindacati sulle barricate per le continue aperture dei supermercati

Affitti per gli esercizi commerciali, nuove aperture di supermercati e situazione del mercati all'ingrosso. Questi i temi, scottanti, discussi dall'assemblea congressuale del commercianti del settore alimentari della Confesercenti. 

Nonostante la proroga, per il 20% degli esercizi commerciali il contratto d'affitto scadrà a fine dicembre (per un ulteriore 40%, inoltre, accadrà nell'agosto dell'85). “Quello che ci spaventa – spiega Marco Benedetti (Fiesa-Confesercenti) - è l'immobilismo: sinora, non si è deciso nulla. Occorrono almeno provvedimenti tampone: per il futuro, i contratti potrebbero essere stipulati con l'assistenza delle associazioni di categoria. La situazione è pesantissima: in via 25 Aprile e via della Repubblica, per un negozio di 60-80 mq si pagano anche 500 mila lire al mese. In pieno centro, poi, i prezzi sono esorbitanti e gli esercenti rischiano seriamente di non riuscire a coprire le richieste dei proprietari”.

Ma il vero, esplosivo problema degli esercenti di alimentari è quello della continua invasione dei supermercati. “Ne sono già stati aperti quattro, di recente, a Cervo, Diano Marina, Porto Maurizio e Sanremo, e due tra Ventimiglia e San Lorenzo al Mare stanno per iniziare l'attività. Tra l’altro, per effetto di una sentenza del Tar avversa al Comune, pare ne stia per entrare in funzione un altro a Imperla. Dopo anni di stasi, la grande distribuzione ha ripreso ad espandersi – prosegue preoccupato Benedetti – serve un'analisi urgente  del fenomeno: le preoccupazioni dei commercianti sono comprensibili. Secondo uno studio dell'Associazione cooperative di consumo, il cliente del negozio paga mediamente il 32-34% in più del prezzo all'ingrosso, quello del supermercato il 17-18%, con un risparmio evidente”.

Situazione delicata anche per i mercati all’ingrosso. “Qui siamo al paradosso, tutto sta diventando insostenibile – precisa Benedetti - lavorare in piazza ha ormai costi elevatissimi. Oneglia ne è il riflesso più evidente, poiché Porto Maurizio è in fase di declino: mancano le celle frigorifere, esistono problemi igienici e di viabilità (non sempre i parcheggi sono liberati per le 9 del mattino, e cosi si accendono discussioni feroci con gli automobilisti). La struttura, insomma, è antiquata, e bisogna trasferirla. Dove? Gli spazi non mancano. Aree ne sono state indicate: ex Italcementi e radice del Molo Lungo. Ma una soluzione tarda ad arrivare, mentre gli operatori sono sempre più portati a servirsi dei mercati di Sanremo e di Albenga”.

Giorgio Bracco

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