Le passerelle di oggi riaccendono lo scontro politico sulla reale della città. L’occasione è stata l'inaugurazione di due attese opere cittadine, l’apertura del parcheggio della scuola di piazza Calvi e il taglio del nastro per il centro giovanile "DesTEENazione". Cerimonie che la segreteria del Circolo PD di Imperia ha deciso di contestare duramente, con un comunicato stampa inviato alle redazioni inviato in realtà domenica in vista dei tagli dei nastri, rimettendo sul tavolo i dati impietosi dell'indagine sulla qualità della vita pubblicata dal Sole 24 Ore a dicembre.
Secondo i dem, i numeri reali restituiscono un quadro drammatico che smentisce la narrazione ufficiale della giunta. I dati della classifica — seppur riferiti all’intera provincia e non solo al capoluogo, che su base provinciale aveva costruito il mito, ormai decaduto, di città con il miglior clima d'Italia — assegnano a Imperia il poco invidiabile primato di ultima provincia del Nord per qualità della vita.
A preoccupare maggiormente l'opposizione è il trend sul lungo periodo: negli 8 anni della cosiddetta “cura Scajola”, il territorio è passato dal 68° all'80° posto complessivo, confermandosi costantemente come la peggiore provincia della Liguria, mentre realtà vicine come Genova e Savona recuperano posizioni e scalano la classifica nazionale: "Il territorio è passato dal 68° all'80° posto complessivo, confermandosi costantemente come la peggiore provincia della Liguria, mentre realtà vicine come Genova e Savona recuperano posizioni e scalano la classifica nazionale. A pesare sul risultato finale sono proprio i settori legati ai servizi quotidiani e alla sostenibilità, ambiti in cui si è fatto troppo poco. Sul verde urbano Imperia si posiziona ben al di sotto del limite minimo di 9 metri quadri per abitante, mentre sul fronte dei trasporti, nonostante la creazione di ampi tratti di pista ciclabile, l’auto privata rimane il mezzo preferito dal 63% degli intervistati. Per quanto riguarda i servizi alle famiglie, la situazione dei nidi è ampiamente sotto la media europea e lontana dall’obiettivo del 45% fissato per il 2030. L’analisi dettagliata mostra lievi miglioramenti solo nei comparti di demografia e società e cultura e tempo libero. Al contrario, si registra un arretramento in giustizia e sicurezza, con la 95ª posizione in Italia, e in ricchezza e consumi. Il vero e proprio crollo si consuma però nelle voci affari e lavoro e, soprattutto, in ambiente e servizi, dove la provincia scivola al 90° posto. La mappa geografica che accomagna la celebre ricerca mostra un verdetto netto, accostando visivamente Imperia ai livelli di diverse province del Mezzogiorno".
I dem concludono con una provocazione amara rivolta direttamente ai vertici del Comune: “Per rimediare consigliamo di introdurre tra i criteri dell'inchiesta il numero di taglio di nastri pro capite: il recupero in classifica è assicurato”.