"Una bonifica totale dell’area e controlli serrati delle forze dell’ordine". Con queste richieste i residenti di via XXV Aprile hanno incontrato questa mattina il viceprefetto aggiunto di Imperia, Francesco Cardellicchio, per fare il punto sulla situazione dell’immobile dell’ex Isnardi.
Una situazione da tempo al centro delle segnalazioni di residenti ed esercenti. Dall’inizio dell’estate sono state numerose le richieste di intervento da parte delle istituzioni per affrontare le condizioni di degrado e garantire una maggiore sicurezza nella zona. Negli ultimi giorni il Comune ha provveduto alla pulizia del verde e, in parte, al lavaggio dell’area esterna. Il problema principale resta però quello degli accessi all’immobile e dei conseguenti bivacchi. Una delle soluzioni sarebbe quella di chiudere gli ingressi, ma l’intervento deve essere preceduto dalle verifiche necessarie legate alla sicurezza dell’edificio, con il coinvolgimento dei vigili del fuoco.
A farsi portavoce dei residenti è Alessandro Zanella, che ricorda anche l’incontro avuto a giugno con il prefetto Antonio Giaccari. "Da allora la situazione non è migliorata, ma peggiorata – spiega Zanella –. Le promesse sono state mantenute solo in parte: all’inizio ci sono stati controlli, ma poi sono progressivamente diminuiti. Non è sufficiente: serve un presidio delle forze dell’ordine e non soltanto una vigilanza all’esterno".
I residenti chiedono che il problema venga affrontato alla radice: "Serve un accordo tra Comune, Coop e curatore fallimentare per bonificare totalmente l’area – prosegue Zanella –. Prima bisogna garantire condizioni di ordine, sicurezza e salubrità e poi assicurare controlli costanti. Altrimenti, se dopo la bonifica continueranno i bivacchi, bisognerà intervenire nuovamente".
Il viceprefetto ha assicurato il coinvolgimento della Questura e del sindaco di Imperia. "Abbiamo ricevuto delle assicurazioni – conclude Zanella – ma adesso vogliamo vedere le soluzioni. Se non arriveranno risposte concrete, torneremo a far sentire la nostra voce. Siamo cittadini che vogliono semplicemente che le cose cambino e che sia tutelato il nostro diritto a uscire di casa e vivere tranquillamente nel nostro quartiere".






