Cronaca - 09 settembre 2026, 12:10

Cellulare nascosto nelle parti intime: detenuto scoperto al rientro in carcere a Imperia

La polizia penitenziaria ha sequestrato il telefono. L’uomo era in regime di semilibertà

Cellulare nascosto nelle parti intime: detenuto scoperto al rientro in carcere a Imperia

Un telefono cellulare nascosto nelle parti intime di un detenuto in regime di semilibertà è stato scoperto e sequestrato dalla polizia penitenziaria della casa circondariale di Imperia. 

A rendere noto l’episodio è Giuseppe Giangrande, segretario provinciale del SAPPE, che esprime il proprio apprezzamento per il personale intervenuto. Il detenuto, già sottoposto all’attenzione degli operatori dell’istituto di via Giacomo Agnesi, è rientrato dopo aver svolto un’attività lavorativa all’esterno nell’ambito del regime di semilibertà. Durante i controlli di rientro è stato individuato il telefono cellulare occultato nelle parti intime. "Ancora una volta i poliziotti penitenziari di Imperia hanno dimostrato professionalità, attenzione e capacità operativa – sottolinea –. Questo risultato assume ancora più valore perché ottenuto in un contesto caratterizzato da carenza di personale, sovraffollamento e condizioni di lavoro sempre più complesse. Gli agenti continuano a garantire la sicurezza dell’istituto con un impegno straordinario, ma non è possibile pensare che il sistema possa reggersi indefinitamente sui sacrifici del personale".

Sul caso interviene Vincenzo Tristaino, segretario nazionale del SAPPE per la Liguria, che si complimenta con gli operatori e richiama l’attenzione sulle criticità strutturali che gravano sul sistema penitenziario ligure: "Nel Ponente ligure le difficoltà sono ormai evidenti e non possono essere ignorate – afferma –. La mancanza di un istituto penitenziario nella provincia di Savona e l’assenza di un Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria in Liguria rappresentano criticità che incidono sull’organizzazione del servizio e sui carichi di lavoro. Il SAPPE chiede da tempo l’apertura del Provveditorato in Liguria: è una scelta necessaria per assicurare una gestione più efficace, coordinata e vicina alle esigenze degli istituti e del personale".

Dichiara Donato Capece, segretario generale del SAPPE: "Ci complimentiamo con i poliziotti penitenziari che hanno impedito l’ingresso del telefono cellulare nell’istituto, operando con capacità, professionalità e senso del dovere. A fronte di risultati come questo, è doveroso riconoscere formalmente il merito del personale intervenuto, anche attraverso uno specifico elogio".

Capece annuncia inoltre che l’episodio sarà portato all’attenzione dei vertici del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ribadendo la necessità di un intervento concreto sugli organici. "Non possiamo continuare a chiedere alla Polizia Penitenziaria di fare sempre di più con sempre meno uomini e donne – conclude il segretario generale –. Servono assunzioni, organici adeguati e condizioni operative all’altezza dei compiti affidati al Corpo. La sicurezza degli istituti penitenziari non può essere affidata soltanto alla professionalità e al sacrificio degli agenti: occorrono risposte urgenti e strutturali da parte dell’Amministrazione e della politica".

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