"Ascoltare può fare la differenza". In occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, Telefono Amico CEVITA richiama l’attenzione sull’importanza dell’ascolto, della relazione d’aiuto e della possibilità, per chi attraversa un momento di profonda sofferenza, di trovare qualcuno disposto ad accoglierla senza giudizio.
Il dolore psicologico non è sempre visibile, ma può consumarsi nel silenzio e diventare, per chi lo vive, un peso così grande da rendere difficile persino immaginare un domani. "Il suicidio non nasce quasi mai da un unico evento -sottolineano i volontari-. Dietro un pensiero suicidario possono esserci depressione, solitudine, lutti, separazioni, fallimenti, traumi, difficoltà economiche, malattie, conflitti relazionali o una sofferenza che nel tempo è diventata apparentemente impossibile da sostenere. Ma soprattutto può esserci una persona che, in quel momento, non riesce più a vedere alternative al proprio dolore".
Una delle convinzioni più pericolose è pensare di dovercela fare da soli: "In questi momenti, parlare con qualcuno può rappresentare il primo piccolo spazio nel quale ricominciare a vedere delle alternative. Non è necessario avere subito una soluzione. A volte è sufficiente non essere soli". In questo spazio di ascolto si inserisce da anni il lavoro di Telefono Amico: da 40 anni la sezione imperiese costituisce un presidio sociale. I volontari sono formati per accogliere la sofferenza senza giudicarla e per accompagnare la persona attraverso una relazione d’aiuto fondata sull’ascolto. Il servizio garantisce ascolto, anonimato e riservatezza.
E se ad avere bisogno fosse una persona che amiamo? "Riconoscere la sofferenza suicidaria di una persona cara non è sempre facile -consigliano i volontari-. In questi casi, la cosa più importante è non minimizzare. Meglio ascoltare e quando emerge il tema della morte o del suicidio, è importante non avere paura di affrontarlo direttamente. Possiamo sentirci spaventati, impotenti e persino responsabili. Ma aiutare non significa avere la capacità di risolvere tutto, significa restare presenti". Se c’è un rischio immediato, non bisogna affrontare la situazione da soli: occorre rivolgersi ai servizi di emergenza e assicurarsi che la persona non rimanga sola.
La prevenzione del suicidio non riguarda soltanto gli specialisti, ma l'intera comunità: "Comincia quando smettiamo di avere paura delle parole. Quando impariamo che dire «Non sto bene» non è motivo di vergogna. Quando una famiglia riesce ad ascoltare senza giudicare. Quando un amico decide di non ignorare un cambiamento preoccupante. Quando qualcuno trova il coraggio di chiedere aiuto".
l numero 02 99 777 è attivo tutti i giorni, 24 ore su 24. È inoltre possibile utilizzare il servizio di chat e il servizio di ascolto via email attraverso il sito dell’associazione telefonoamicocevita.it.






