Attualità - 09 settembre 2026, 08:29

Affitti introvabili a Imperia, la denuncia divide i social: “Non è solo una questione di razzismo”

Oltre 500 commenti dopo il racconto di una donna straniera che accusa gli imperiesi di discriminazione

Affitti introvabili a Imperia, la denuncia divide i social: “Non è solo una questione di razzismo”

La denuncia di una donna straniera, affidata ai social e rilanciata sul nostro giornale, ha acceso un acceso dibattito a Imperia. La donna lamentava le difficoltà incontrate nel trovare un alloggio in affitto e accusava gli imperiesi di razzismo, sostenendo che questa situazione avrebbe avuto pesanti conseguenze anche sulla propria famiglia, fino a far crescere i suoi figli senza la presenza del padre. Il post ha rapidamente raccolto oltre 500 commenti, dando vita a una discussione molto partecipata e dai toni spesso accesi. I lettori si sono divisi tra chi ha solidarizzato con la donna e chi, invece, ha respinto l'accusa di razzismo, riconducendo il problema a una situazione più generale: quella di un mercato degli affitti sempre più difficile e costoso, che riguarda non soltanto gli stranieri, ma anche numerose famiglie italiane.

Al centro della discussione è finito soprattutto il progressivo ridimensionamento dell'offerta di abitazioni disponibili per la locazione a lungo termine. Secondo molti commentatori, una parte consistente degli immobili sarebbe stata destinata agli affitti brevi e turistici, ritenuti più remunerativi dai proprietari. Una trasformazione del mercato che, secondo questa lettura, avrebbe contribuito a ridurre ulteriormente la disponibilità di case per chi cerca una soluzione stabile.

Tra i commenti più significativi c'è quello di un lettore che contesta l'idea che il problema possa essere ricondotto esclusivamente al razzismo: “Intanto è molto difficile trovare una casa in affitto per tutti  ad Imperia, visto che si preferiscono gli affitti stagionali… E poi, mi dispiace dirlo, ma è successo che si affittasse a stranieri e poi ti ritrovi in casa 10 persone sconosciute che ti distruggono casa… quindi fatevi due domande e datevi due risposte da soli…”

Un altro lettore punta invece sulle difficoltà che, secondo la propria esperienza, incontrerebbero i proprietari quando l'inquilino non paga: “Non è razzismo, è colpa di tutte le persone che entrano in un alloggio in affitto e poi non pagano e non si riesce a mandare via e quando finalmente riesci a farli uscire ti trovi l'alloggio distrutto. I proprietari preferiscono metterlo in vendita o lasciarlo vuoto”. C'è poi chi racconta direttamente le proprie esperienze da proprietario, spiegando di essere arrivato alla conclusione di non voler più affittare il proprio immobile: “Tutti quelli che conosco che hanno affittato, son finiti dagli avvocati perché gli inquilini non pagavano più e non andavano via. Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno”.

Ancora più dettagliato il racconto di un altro utente: “Ho affittato casa due volte agli stranieri. Una volta ai marocchini che tra l'altro hanno bruciato i mobili che erano in casa. La seconda volta a dei turchi, porte nuove, infissi nuovi e bagno nuovo, sono riusciti a gonfiarmi le porte perché buttavano secchi d'acqua per lavare i pavimenti! Secondo voi dovrei affittare la terza volta?” Non sono però mancati commenti che ribaltano completamente la prospettiva e chiamano in causa anche la capacità economica degli inquilini e l'aumento generalizzato dei canoni: “Magari è il contrario? A noi italiani non affittano case perché gli extracomunitari sono disposti a pagare cifre folli tanto ci stanno in 47.000 in una casa? Saturando il mercato e facendo così alzare i prezzi? Creando una concorrenza sleale?”

Tra i commenti emerge anche la voce di un cittadino italiano e residente a Imperia, che racconta di vivere la stessa difficoltà nel trovare un'abitazione in affitto per la propria famiglia: “Non credo si tratti di razzismo, credo si tratti di una conseguenza di vari fattori tra cui l'avvento dell'affitto turistico. Tra l'altro abbiamo una ricca popolazione straniera ad Imperia e non credo vivano per strada. I prezzi degli affitti a lungo termine sono alle stelle. In tanti oggi hanno problemi a trovare una casa in affitto. Le richieste dei proprietari ad Imperia e non solo sono folli: 500 euro un monolocale, 700 euro un bilocale, 1.000/1.200 euro, a volte 1.600 euro per un trilocale/quadrilocale. Una famiglia dovrebbe guadagnare intorno ai 6.000 euro netti al mese per permettersi un affitto del genere. Il mercato delle case a lungo termine ad Imperia non c'è praticamente più. O si affitta turistico o si vende casa”.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che sembrano emergere con maggiore forza dal dibattito: la difficoltà nel trovare un'abitazione stabile non appare circoscritta a una sola categoria di persone. Italiani e stranieri, famiglie e single, lavoratori e giovani che cercano la prima casa si trovano a confrontarsi con un'offerta limitata e con canoni spesso difficili da sostenere. Le testimonianze raccolte nei commenti, pur rappresentando naturalmente opinioni ed esperienze personali e non dati statistici, restituiscono tuttavia un quadro di forte tensione. Da una parte c'è chi denuncia di essere escluso dal mercato degli affitti per la propria origine; dall'altra chi sostiene di subire, indipendentemente dalla nazionalità, un mercato diventato ormai proibitivo.

Il rischio, al di là delle contrapposizioni e delle accuse reciproche, è che la casa diventi progressivamente un'emergenza sociale. Quando trovare un'abitazione stabile diventa difficile anche per chi ha un lavoro e un reddito, il problema non è più soltanto immobiliare: riguarda la possibilità stessa di costruire una famiglia, vivere e lavorare sul territorio e mantenere una comunità residente durante tutto l'anno.

Diego David

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