Attualità - 07 settembre 2026, 18:20

L'INTERVENTO. Il Presidente "resistente", il blitz di Claudio Scajola alla festa partigiana di Montegrande

“Al di là delle posizioni politiche, troppo spesso ancorate a pregiudizi, occorre recuperare una visione realistica e unitaria del Paese”

L'INTERVENTO. Il Presidente "resistente", il blitz di Claudio Scajola alla festa partigiana di Montegrande

C'è qualcosa di più interessante della semplice fotografia di Claudio Scajola alla festa partigiana di Montegrande: il significato politico di una presenza.

Il presidente della Provincia, storico esponente di un'area moderata e collocata nel centrodestra, è andato a parlare di Resistenza, Costituzione, Memoria. E lo ha fatto, anche se non era la prima volta che andava lì, senza imbarazzi, davanti a un pubblico che non è esattamente quello delle convention del suo schieramento.  In quella che è, da sempre, la celebrazione dell’insperata vittoria partigiana sui nazifascisti nel settembre del '44, con la presa, appunto, del Montegrande, Scajola ha ricordato che, alla vigilia delle elezioni politiche, il quadro nazionale è tutt'altro che rassicurante. Ha parlato della necessità di custodire e attualizzare i valori della Resistenza e della Costituzione, ma soprattutto ha pronunciato una frase che meriterebbe qualche riflessione in più: “al di là delle posizioni politiche, troppo spesso ancorate a pregiudizi, occorre recuperare una visione realistica e unitaria del Paese”. E qui sta il vero significato del suo intervento.

Perché mentre certa sinistra, spesso autoreferenziale, sembra avere smarrito la capacità di parlare a chi non appartiene già alla propria comunità politica, Scajola lascia intendere che la battaglia contro la deriva culturale incarnata anche dalla cosiddetta “moda vannacciana” non si può combattere soltanto da una parte. Vannacci non è soltanto un fatto elettorale, né può essere liquidato con una battuta o con l'ennesima contrapposizione tra “buoni” e “cattivi”. È un fenomeno che intercetta paure, risentimenti, semplificazioni, insofferenze e una crescente sfiducia verso le istituzioni e verso la politica tradizionale. Può piacere o non piacere.  Ma esiste.

Scajola lo ha capito e, a Montegrande, pur non citando mai espressamente l'ex generale, sembra voler avvisare chi forse non ha inteso appieno la dimensione del fenomeno e soprattutto ricordare a tutti che alcuni valori, Libertà, Repubblica, Costituzione, non appartengono a una parte sola, e che la loro difesa non può essere affidata soltanto a chi è già convinto. È qui che la fotografia di Montegrande diventa più interessante del semplice resoconto della cerimonia. Perché mentre una parte del centrosinistra continua talvolta a parlare prevalentemente a se stessa, costruendo recinti identitari sempre più stretti, un vecchio democristiano come Scajola può permettersi di attraversare quei confini. La sfida è anche culturale ed è molto più complicata di una semplice gara tra schieramenti. Se il vannaccismo, inteso come fenomeno politico e soprattutto come atteggiamento culturale, cresce dentro una società attraversata da paure e disorientamento, rispondere con la caricatura dell'avversario o con la sua feroce contestazione militante, significa regalargli altri consensi e alimentare un clima pesante e pericoloso.

A Montegrande il sindaco di Imperia ha parlato di memoria. Ma ha parlato anche del futuro. E allora quel “blitz” di Claudio Scajola alla festa partigiana può essere letto non come l'intrusione di un estraneo in casa altrui (anche perché la Provincia che rappresenta è medaglia d’oro per la lotta resistenziale) , ma come il tentativo di ricordare che esiste ancora uno spazio politico nel quale memoria della Resistenza, cultura liberale, moderatismo e difesa delle istituzioni possono, e devono, incontrarsi.

Forse è proprio questo il paradosso di Montegrande: uno Scajola “resistente” può risultare, almeno nelle valutazioni prospettiche, più largo e contemporaneo di una sinistra che, chiusa nei propri recinti, rischia di non accorgersi di quanto stia cambiando pericolosamente il Paese. E di quanto sia già arrivato, anche sulle nostre montagne, il vento della moda vannacciana.

Mario Ottolenghi Andreoletti

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A SETTEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU