La piscina comunale “Felice Cascione” ha chiuso i battenti il 1° settembre, senza un preavviso che consentisse agli utenti di organizzarsi per tempo, e resterà chiusa per un mese. La riapertura dell’impianto di via San Lazzaro è infatti prevista per il 1° ottobre, quando la struttura tornerà a disposizione del pubblico e degli atleti con la nuova gestione affidata alla Federazione Italiana Nuoto (FIN).
Il passaggio di gestione, formalizzato dal 1° settembre, arriva al termine del lungo percorso che ha visto la Rari Nantes Imperia ’57 protagonista della vita della piscina per quasi vent’anni. Una svolta importante per l’impianto e per la società sportiva, che proprio alla Cascione ha costruito negli anni una parte fondamentale della propria attività agonistica, dal nuoto alla pallanuoto, passando per le altre discipline natatorie e per un settore giovanile particolarmente articolato.
La chiusura, arrivata contestualmente al cambio di gestione e all’avvio della nuova stagione sportiva, ha inevitabilmente suscitato interrogativi soprattutto per quanto riguarda la continuità degli allenamenti e l’organizzazione delle attività degli atleti. Per un mese, infatti, la Cascione non sarà utilizzabile, con la conseguente necessità per società, sportivi e frequentatori del nuoto libero di fare i conti con l’assenza temporanea dell’impianto.
La data da segnare sul calendario è dunque quella del 1° ottobre, quando la "Cascione” dovrebbe riaprire le proprie porte sia agli utenti del nuoto libero sia agli atleti della Rari Nantes impegnati nelle diverse discipline sportive.
Resta però il tema della continuità sportiva. La chiusura di un mese proprio all'inizio della stagione agonistica rappresenta, infatti, un passaggio delicato per chi deve programmare allenamenti, attività delle squadre e preparazione alle competizioni. La Rari Nantes non è soltanto il precedente gestore dell'impianto, ma una realtà sportiva profondamente legata alla Cascione, dove per anni ha sviluppato la propria attività e formato generazioni di atleti.
Il nuovo corso dovrà quindi misurarsi anche con la capacità di garantire continuità a questo patrimonio sportivo.






