Vela - 31 agosto 2026, 19:02

Imperia, Pietro D’Alì domina il Mondiale dei 12 Metri con KZ5

Il timoniere italiano porta al successo il 12 metri di Andrea Bianchedi e guarda alle ultime regate con un vantaggio ormai incolmabile

Imperia, Pietro D’Alì domina il Mondiale dei 12 Metri con KZ5

Dopo tre giornate e sei prove, i dubbi non hanno più spazio. Pietro D’Alì ha condotto Kz5, il 12 metri stazza internazionale di Andrea Bianchedi, alla conquista del Mondiale di classe che, con 5 successi e un secondo posto, già praticamente concluso prima delle due ultime prove di oggi. Un dominio, insomma, che non permette discussioni anche se D’Alì dimostra tutta la sua modestia. “No, non me lo aspettavo – ammette –. Sinceramente pensavo che, di fronte a Kookaburra III, non potessero esserci possibilità”.

 Un giudizio ʽviziato˚ da un fattore tecnico, in questo caso sopravvalutato: lo scafo più temuto, infatti, come Kz5 e Kookaburra II, ha la pinna dotata di alette che hanno il compito di eliminare le turbolenze causate dalla stessa e migliorare le andature controvento. Invece, l’avversario in questione è stato superato proprio da Kookaburra II, la sua precedente versione proprietà di Patrizio Bertelli, unico a poter intralciare il passo al dominatore grazie ad un timoniere del livello di Torben Grael che lo ha portato al secondo posto nella classifica provvisoria. 

Pietro D'Alì

D’Alì, inoltre, non è nuovo al campo di regata imperiese, come Tommaso Chieffi, può vantarne una vecchia conoscenza. “Sono venuto per una regata Skj Yachting nel 1982 – racconta –. È un campo molto vario con interessati venti termici dove piccole sbavature causano grandi ritardi da chi non commette errori”.

Quindi, dal punto di vista velico, si tratta di un campo di regata molto probante. “Sapevo di avere una barca dotata di un buon passo – spiega sempre D’Alìma i 12 metri avversari sono scafi molto simili e ero al timone di Kz5 solo per la seconda volta e la prima al confronto con le altre”. 

Gli elementi della reale situazione, quindi, non presagivano un successo così assoluto per il timoniere e la barca. “Kookaburra II è stata molto curata – afferma – e, almeno sulla carta, era un avversario molto pericoloso mentre, a nostro svantaggio, Kz5 era stata disegnata per la Coppa America di Fremantle con 3 metri di onda e 30 nodi di vento, condizioni molto diverse dalle mediterranee”. 

Per D’Alì, unico velista italiano con esperienze vittoriose dalle piccole derive fino a Luna Rossa, dalla Volvo Ocean Race al Regate du Figaro, soltanto l’ultimo successo in ordine di tempo. Basta attendere per il prossimo.

Ino Gazo

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A SETTEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU