Quaranta milioni di euro per rifare e potenziare la condotta del Roja tra Sanremo e Imperia. Un investimento importante, destinato a intervenire su una delle infrastrutture strategiche per l'approvvigionamento idrico del Ponente . Ma mentre il finanziamento viene presentato come una svolta per la sicurezza dell'acqua, Imperia arriva alla fine di un'estate caratterizzata da frequenti interruzioni del servizio, con intere zone della città rimaste a secco e cittadini costretti a convivere per settimane con disagi e incertezze.
Il contrasto è evidente: da una parte un progetto da 40 milioni di euro che punta a rendere più sicura e moderna la rete idrica costiera; dall'altra una città che, proprio durante la stagione di maggiore richiesta, ha dovuto fare i conti con rotture, cali di pressione e sospensioni dell'erogazione. A confermare l'importanza del finanziamento è stato il sindaco di Imperia Claudio Scajola, che ha annunciato l'ottenimento delle risorse attraverso un bando: "Ho il piacere di dire che abbiamo avuto, vincendo un bando proprio in queste ore, per una condotta che garantirà l'approvvigionamento idrico passando in acqua del fiume Roja, che in questa maniera garantirà sicurezza sulla gestione dell'acqua", ha dichiarato il primo cittadino a un'emittente televisiva genovese.
Il progetto della nuova dorsale Sanremo-Imperia-Diano Marina, il cosiddetto Roja-bis, rappresenta dunque un intervento di grande rilievo. Il potenziamento della condotta costiera dovrebbe consentire di affrontare i problemi legati alle perdite strutturali, alle frequenti rotture e ai deficit di portata che interessano l'asse litoraneo. Ma il finanziamento, per quanto significativo, non sembra risolvere da solo il problema della sicurezza idrica dell'intero territorio.
Il punto critico riguarda soprattutto le zone interne e collinari, dove la rete necessita di interventi specifici. E l'estate appena trascorsa ne ha offerto una dimostrazione concreta. Nel capoluogo, infatti, le interruzioni dell'acqua hanno interessato in particolare alcune frazioni e zone collinari. Montegrazie, Sant'Agata e Ronchi Brighei hanno vissuto settimane di difficoltà, con episodi di mancanza d'acqua che si sono protratti per circa un mese e mezzo. Una situazione che ha esasperato i residenti, arrivati anche a "marciare" sul Comune per chiedere risposte e interventi.
I disagi non hanno risparmiato neppure giorni particolarmente delicati, come la settimana e la giornata di Ferragosto, quando la presenza di residenti e turisti aumenta e l'acqua diventa una risorsa ancora più essenziale. A pesare sulla protesta dei cittadini non è stata soltanto la mancanza del servizio, ma anche la difficoltà nel ricevere informazioni tempestive e puntuali sull'origine dei problemi, sui tempi degli interventi e sul ripristino dell'erogazione. In altre parole, per molti abitanti il disagio è stato doppio: restare senza acqua e, in alcuni casi, anche senza informazioni certe.
E proprio nelle ultime ore si è verificato un nuovo episodio. Una rottura della condotta ha provocato un vero e proprio geyser in via Scarincio, rendendo necessario l'intervento dei vigili del fuoco. È qui che il grande investimento sul Roja incontra il problema quotidiano della città. Il nuovo progetto può rappresentare una risposta strutturale alle criticità della rete costiera, ma la sicurezza idrica non può fermarsi al litorale.
Il Roja-bis potrà ridurre le vulnerabilità lungo la direttrice Sanremo-Imperia-Diano Marina, ma l'entroterra necessita di interventi dedicati, manutenzione della rete esistente, adeguamento delle condotte e una strategia specifica per le frazioni collinari. Il finanziamento da 40 milioni è quindi una buona notizia, ma per gli imperiesi che hanno trascorso parte dell'estate con i rubinetti a secco la domanda resta inevitabile: quando arriverà la sicurezza idrica promessa anche nelle zone interne della città?






