Il Roja raddoppia dove oggi è più vulnerabile. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ufficializzato il finanziamento, con fondi Pnrr, per il raddoppio della condotta tra Capo Verde, a Sanremo, e Borgo Prino, a Imperia, l'unico segmento dell'intero sistema di approvvigionamento idrico del Ponente ligure ancora affidato a una sola tubazione sottomarina.
Si tratta di un'opera dal valore complessivo di circa 50 milioni di euro, di cui 38 milioni finanziati con fondi pubblici e 12 milioni a carico di Rivieracqua. L'obiettivo è avviare i lavori nel 2027 e completarli entro giugno 2030. "Per vivere ci vogliono aria e acqua. Per l'aria ci pensa il Padreterno, per l'acqua ci pensano gli uomini: l'acqua si prende e non bisogna perderla", commenta il presidente della Provincia di Imperia Claudio Scajola. "Negli ultimi tre anni abbiamo lavorato da Imperia ad Andora, facendo passare lungo la ciclabile la nuova condotta. Rimane la tratta tra Sanremo e Imperia, che va via mare con una condotta ormai vetusta e che bisogna rendere sicura".
La nuova infrastruttura interesserà circa 15 chilometri, lungo la pista ciclopedonale, e consentirà di eliminare quella che da anni viene considerata la principale vulnerabilità dell'acquedotto che alimenta la fascia costiera da Ventimiglia ad Andora. La condotta esistente, realizzata circa quarant'anni fa, corre sul fondale marino davanti ai Comuni di Taggia, Riva Ligure, Santo Stefano al Mare, Cipressa, Costarainera, San Lorenzo al Mare e Imperia. In caso di rottura o di manutenzione, l'assenza di una seconda linea rende particolarmente fragile l'approvvigionamento idrico dei territori.
Una delle questioni più delicate riguarda il tracciato. Per realizzare la nuova tubazione sono state valutate diverse possibilità: il passaggio lungo il mare, lungo l'Aurelia oppure lungo la pista ciclopedonale. La soluzione individuata è quella di utilizzare il sedime della ciclabile, dove le condizioni del sottosuolo consentono di lavorare con minori interferenze rispetto alla viabilità principale. "Sotto la ciclabile non c'è nulla, perché lì passava la ferrovia. Inseriremo quindi il tubo in modo che la ciclabile possa continuare a funzionare, senza chiuderla". Prosegue Scajola: "I lavori avranno un impatto maggiore nel tratto tra San Lorenzo al Mare e il Prino, dove la pista è più recente. La parte compresa tra Sanremo e San Lorenzo, invece, è la più vecchia. Per questo, nel piano finanziario una parte consistente di risorse sarà destinata anche al ripristino della pista ciclopedonale".