Cronaca - 24 agosto 2026, 08:39

Ex cinema Odeon di Oneglia, ingresso forzato: in città serve un centro di accoglienza per i senza tetto (Video)

Dopo le chiusure degli altri rifugi di fortuna, chi cerca un riparo torna a occupare gli spazi abbandonati

Ex cinema Odeon di Oneglia, ingresso forzato: in città serve un centro di accoglienza per i senza tetto (Video)

È stato forzato l’ingresso dell’ex cinema Odeon di via XXV Aprile, a Imperia. Un episodio che riaccende l’attenzione sulla presenza di persone senza fissa dimora alla ricerca di un riparo per la notte. Gli abitanti della zona, che dallo scorso giugno segnalano la situazione nell’ex Isnardi, temono che, dopo le recenti chiusure degli edifici pubblici utilizzati come ricovero di fortuna, il fenomeno possa spostarsi di poche centinaia di metri, verso il centro cittadino.

Il video

Nel frattempo, il Comune ha provveduto a sigillare diversi luoghi pubblici che erano diventati rifugi di fortuna, tra cui le ex stazioni di Oneglia e Porto Maurizio, la Stecca delle Ferriere e un locale sulla banchina pescatori di Oneglia. La presenza di persone in cerca di un riparo nell'ex Isnardi è stata nuovamente segnalata e, la Prefettura ha trasmesso al Comune l’esigenza di impedire nuovi accessi all'immobile abbandonato. La forzatura dell’ingresso dell’ex Odeon indica chiaramente che il problema non sia stato risolto, ma possa semplicemente essersi spostato. 

L’immobile, di proprietà della società Ex Odeon, sarebbe stato promesso in vendita per una cifra vicina al milione di euro a una società svizzera, intenzionata a realizzare un importante intervento di riqualificazione urbanistica. Il progetto prevederebbe la trasformazione dell’area in un complesso residenziale e commerciale. La vicenda dell’ex Odeon pone però nuovamente il tema dell’accoglienza delle persone senza dimora. Le associazioni private continuano a intervenire con le risorse disponibili, ma la situazione evidenzia la necessità di una risposta strutturata anche da parte delle Istituzioni pubbliche.

Per gli abitanti di via XXV Aprile, riuniti in un Comitato, il problema riguarda anche la sicurezza e il degrado. "Un contesto di marginalità e abbandono -  sostengono - può diventare  facilmente  terreno favorevole al proliferare di attività illegali". La questione, dunque, non sembra potersi esaurire con la sola chiusura degli accessi: accanto alla tutela degli immobili e degli spazi pubblici resta aperta quella, più ampia, dell’accoglienza e dell’inclusione degli invisibili della città.

Diego David

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