È morto nei giorni scorsi, a 68 anni, Marco Ferreri, designer, architetto e docente. Originario di Imperia, nato nel 1958, si era laureato al Politecnico di Milano nel 1981, città che sarebbe diventata il centro della sua attività.
Tra i suoi lavori più riconoscibili c’è la testa blu di Virgilio, tratta da Palazzo Te e trasformata nel 1997 nel simbolo di Festivaletteratura. La sua ricerca ha attraversato design, architettura, grafica e allestimento, sempre con un approccio interdisciplinare.
Formatosi anche attraverso figure come Bruno Munari, Marco Zanuso e Angelo Mangiarotti, Ferreri ha insegnato in diverse istituzioni italiane. Nel 2010 la Triennale di Milano gli dedicò la mostra progettarepensieri. Nel 2020 arrivò il Compasso d’Oro alla carriera.
È morto dopo una lunga degenza ospedaliera seguita a un incidente nel cantiere del castello di Faraneto, nell’Appennino piacentino, dove stava lavorando a un progetto capace di unire architettura, ambiente, agricoltura e nuovi modi dell’abitare.
Nel 2022, a Palazzo Te, Ferreri si era definito un "artista senza confini", una sintesi efficace di una carriera che ha fatto del progetto uno strumento per unire discipline, idee e persone.






