Meteo - 19 agosto 2026, 18:26

UN OCCHIO AL CIELO. Le previsioni meteo a cura di Stefano Sciandra

Il colosso anticiclonico si sposta e apre la porta Atlantica. Massima attenzione al Settentrione (Liguria Centrale e di Levante comprese già in allerta). Imperiese (vento sino a forte da S/W), come anticipato, più defilato seppur non esente

UN OCCHIO AL CIELO. Le previsioni meteo a cura di Stefano Sciandra

Dopo praticamente più di due mesi di silenzio, giusto un paio di punti meteo in un quadro totalmente inalterato che non era neppure meritevole di bollettini stante la ripetitività delle giornate tutte uguali e caratterizzate da uno scempio climatico inenarrabile, si apre una finestra da affrontare con grande attenzione vista la pericolosità di situazioni alluvionali che andranno a interessare parte del nostro Paese.

IL SOPRA E IL SOTTO - Partiamo dalla fotografia che ci attenderà a breve. La nostra Penisola sarà letteralmente divisa in due. Il Nord (Sopra) sarà interessato da una serie di passaggi perturbati estremamente delicati, parte del Centro Italia e il Sud (Isole comprese) rimarranno nel forno che da metà maggio flagella il Bel Paese con temperature sempre prossimi ai soliti 40°. Premetto che sarà necessario procedere passo passo considerata la complessa situazione che riguarderà il Settentrione dove una previsione precisa risulta impossibile anche alla luce di tanti fattori che costituiscono un quadro articolato dopo due mesi e mezzo assurdi in cui abbiamo sperimentato condizioni estreme che hanno portato la temperatura del mare a superare addirittura i 30°, tanto da rendere necessario il riposizionamento con nuovi sensori della boa ondametrica di Capo Mele, tarata a un massimo di 29.9°, perché ovviamente non riusciva più a fornire il valore reale..!

(Peggiora domani al Nord. Prima parte di giornata con Imperiese in probabile ombra pluviometrica)

SITUAZIONE - Le anticipazioni dei vari punti meteo degli ultimi giorni hanno trovato piena realizzazione. Come evidenziato nell'ultimo pezzo nella serata di domenica 16 agosto  il primo passaggio quello contemplato per lunedì 17 ha visto l'Imperiese sostanzialmente escluso da effetti, fatto salvo per il nubifragio (con tanto di grandinata estremamente localizzato) sul capoluogo e sul Dianese nella prima serata del 17 stesso, episodio che rientrava in quella linea temporalesca annunciata per il pomeriggio, ma in un contesto praticamente inalterato, che al di là del rapido calo termico nella ristretta aerea del fenomeno, non ha avuto conseguenze a livello termico con una pronta ripresa dei valori che avevamo indicato ovvero prossimi ai soliti 30°diurni contestualmente a tassi di umidità esagerati che anche nella giornata odierna si sono confermati. Adesso entriamo nella seconda parte della settimana quella che avevo anticipato meritevole di una valutazione alla luce del secondo passaggio perturbato decisamente più strutturato e doveroso di essere monitorato e come annunciato arrivano le allerte.

(Pomeriggio di domani giovedì 20 agosto secondo il modello americano GFS. Da attenzionare il Centro regione e il Levante Ligure, precipitazioni possibili anche nell'Imperiese)

EVOLUZIONE E ALLERTE - Il perché del forte peggioramento al Nord è semplice da spiegare. Lo spostamento del colosso anticiclonico in sede Europea da quella Occidentale a quella Orientale, apre di fatto la porta Atlantica rimasta chiusa per 70 giorni concedendo l'accesso ai corpi perturbati. Ribadisco l'assoluta necessità di mantenere molto alta l'attenzione perché i fenomeni per quanto difficili da inquadrare a livello preciso come aree, assumeranno carattere localmente alluvionale e pericoloso. Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Triveneto nel mirino. Forte maltempo colpirà la vicina Toscana, nel comparto Apuano, soprattutto dopo domani dove il livello di allerta, a mio avviso potrebbe essere elevato ad arancione. Attenzione anche alla nostra Regione. Da monitorare a partire da domani, il settore centrale (Genova) è tutta l'area levantina a partire dal Tigullio che partono con allerta gialla. Nei giorni scorsi mi ero esposto indicando l'Imperiese ancora ai margini per quanto concerne gli effetti più importanti. Sicuramente ci sarà un peggioramento, ma di portata nettamente inferiore rispetto al resto del territorio Ligure. Indicativamente un paio di fasi articolate nei pomeriggi sia di domani sia di venerdì, con probabile ombra pluviometrica nella mattinata di domani e, quindi, dalla serata sempre di domani al primissimo pomeriggio di dopodomani. Dette fasce orarie sono da prendere con beneficio di inventario per le difficoltà previsionali di cui sopra. Per quanto concerne la ventilazione prevalentemente da Sud Ovest si articolerà tra fasi moderate e forti nell'arco delle prossime 48 ore con componente rafficata. Sempre come linea di tendenza dopo uno stop nel fine settimana anche l'inizio della prossima potrebbe registrare un altro passaggio perturbato prima di una fase più stabile che si preannuncia piuttosto duratura. Sul fronte temperature nessun sconvolgimento particolare. Valori minimi sempre nell'ambito delle notti tropicali in quanto sopra i 20 gradi con massime in flessione ma sempre abbondantemente superiori ai 26 gradi.

TROVA LE DIFFERENZE - Prima di salutarVi in attesa di aggiornare il quadro a stretto giro di posta, lascio un paio di immagini utili per uno dei classici giochi enigmistici, quello del "trova le differenze'. Immagini, che grazie alla mia lunga carriera in alta quota, sono testimonianza evidente di quanto sta accadendo. La prima è esattamente di 12 anni fa (20 agosto 2014) è stata scattata in vetta all' Alphubel 4206 m) nel Vallese Svizzero a coronamento di quello che all'epoca fu il mio 32esimo 4000 (assieme al valdostano Roberto Bonin). La seconda, in realtà, è stata scattata di recente nell'identico punto. La differenza, nettamente visibile, sta nella croce completamente assente nella fotografia che ritrae me e Bonin, semplicemente perché avevamo i piedi sopra la stessa. Questo per rendere bene l'idea di quanti metri di neve in meno ci sono attualmente, considerata l'altezza e le dimensioni della croce stessa. Un fenomeno importantissimo, che si verifica sulle alte vette, quelle classiche a panettone, tipo.Monte Bianco, elemento che finisce per rideterminare addirittura l'altezza delle montagne stesse. Tradotto se il Monte Bianco è alto 4810 m, se andiamo a misurarlo adesso dopo la disastrosa estate 2026, la quota massima probabilmente faticherebbe a raggiungere i 4800 m...!

(La situazione in alta quota esattamente 12 anni fa (vedasi paragrafo sopra)

(Lo stesso punto a 4206 m ai giorni nostri...!vedasi sempre paragrafo sopra)

Stefano Sciandra

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