Riceviamo e pubblichiamo
Gentile Direttore,
Le scrivo per portare nuovamente all’attenzione dell’opinione pubblica una situazione che, nonostante le numerose segnalazioni, continua a essere ignorata o, quantomeno, non risolta in maniera definitiva.
Da giovedì 30 luglio, in serata, la frazione Cà dei Pirei/Santa Brigida, nel Comune di Dolcedo, è nuovamente totalmente senz’acqua.
Dico “nuovamente” perché questa è la terza interruzione nell’arco di appena 30 giorni: la prima è durata sette giorni, la seconda quattordici e ora siamo nuovamente senza acqua. Ci auguriamo sinceramente di non dover attendere 21 giorni per vedere ripristinato un servizio essenziale.
In questi giorni ho effettuato telefonate quotidiane al numero di Rivieracqua dedicato alle segnalazioni dei guasti, inviato email di reclamo alla Società, scritto al Prefetto, al Presidente della Provincia di Imperia e al direttore di Rivieracqua. Nonostante tutto questo, la situazione non è cambiata.
Il problema, è importante sottolinearlo, non riguarda soltanto me e la mia famiglia, ma un’intera frazione. E appare ancora più incomprensibile il fatto che, mentre a Cà dei Pirei/Santa Brigida l’acqua manca da giorni, nel resto del Comune di Dolcedo il servizio risulta regolarmente disponibile.
La mancanza d’acqua sta provocando disagi enormi, soprattutto per le famiglie con bambini piccoli, anche sotto il profilo igienico-sanitario. Nei rari momenti in cui l’acqua torna a essere disponibile, inoltre, la sua qualità desta preoccupazione: è fortemente calcarea e sta causando danni agli elettrodomestici delle nostre abitazioni.
C’è poi un aspetto che ci preoccupa ancora di più: la sicurezza. In un periodo di siccità e soprattutto nelle giornate caratterizzate da forte vento, il rischio di incendi non può essere sottovalutato. Cosa accadrebbe se un incendio dovesse svilupparsi nella nostra zona e i Vigili del Fuoco non potessero utilizzare le bocchette antincendio perché la rete idrica è priva di pressione o completamente a secco?
Non vogliamo nemmeno pensare alle conseguenze che una simile eventualità potrebbe avere per le nostre case e, soprattutto, per la vita e l’incolumità delle nostre famiglie.
Gravi sono anche le ripercussioni sull’agricoltura. Le colture, a partire dagli ulivi, stanno subendo pesanti conseguenze e il raccolto rischia di essere gravemente compromesso, se non irrimediabilmente perduto.
A tutto questo si aggiunge il danno economico e di immagine provocato dall’assenza d’acqua ai turisti e agli ospiti presenti nella zona. Molti stanno lasciando le nostre strutture e il nostro territorio proprio a causa dell’impossibilità di usufruire di un servizio tanto elementare quanto indispensabile. Un danno che colpisce anche l’immagine del nostro Paese, considerato che numerosi sono gli ospiti stranieri.
Quello che ci appare ancora più grave è che questo problema si ripete puntualmente ogni anno, soprattutto durante la stagione estiva. Da troppo tempo gli abitanti della frazione sono costretti a convivere con una situazione che mette a dura prova la nostra pazienza, la nostra capacità di resilienza e quella delle nostre famiglie.
Tutto ciò è, a nostro avviso, oltremodo incomprensibile e inaccettabile.
Chiediamo quindi che qualcuno intervenga concretamente e si assuma la responsabilità di trovare una soluzione definitiva. Non è possibile continuare a parlare di emergenza ogni estate, limitandosi a interventi temporanei, quando il problema è ormai noto e si ripete sistematicamente.
La domanda che rivolgiamo alle istituzioni e a chi ha la responsabilità della gestione del servizio idrico è semplice:
Se nel resto del Comune di Dolcedo l’acqua c’è, perché nessuno interviene per risolvere definitivamente l’annoso problema della frazione Cà dei Pirei/Santa Brigida?
Non chiediamo un privilegio. Chiediamo semplicemente che ci venga garantito un servizio essenziale e che le nostre famiglie possano vivere senza il timore, ogni estate, di rimanere per settimane senz’acqua.
Ci auguriamo che questa lettera possa contribuire a far emergere una situazione che non può più essere considerata normale né tollerabile e che, finalmente, alle numerose segnalazioni seguano risposte concrete e soprattutto una soluzione definitiva.
Cordiali saluti.
Lettera firmata






