(Adnkronos) - ''Ho letto il post di Ranucci. C'è chi dice che lui si accosti a Moro, Falcone, Borsellino, Piersanti Mattarella, personalità che hanno fatto la storia della Repubblica italiana. Sinceramente non posso credere che uno deve giustificare i pranzi a base di spaghetti alle vongole con Lavitola...". Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e presidente della commissione Affari esteri di palazzo Madama, commenta così con l'Adnkronos il post pubblicato oggi dal conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, a proposito del caso Lavitola.
"Non credo che sia così presuntuoso da paragonarsi a uomini di tale statura, considerati da tutti dei veri eroi. Una delle due: o c'è qualcosa di sbagliato nel post o c'è qualcosa di sbagliato in Ranucci. Solo Ranucci può saperlo'', perché "quando si guarda allo specchio si conosce. E' impossibile che si accosti a personaggi di questo genere...". "Quando Ranucci si guarda allo specchio - insiste Gasparri - si conosce, nel bene e nel male. E' impossibile, che si possa paragonare ai Falcone e ai Moro. Forse è solo dispiaciuto che non poter più mangiare - penso gratis perché si tratta di un dettaglio mai approfondito- gli spaghetti con le vongole a Monteverde...''.
Gasparri parla del 'futuro' di Ranucci, visto che c'è chi vede a rischio il suo posto a 'Report', se non proprio alla Rai. ''Ora -precisa l'ex ministro - Ranucci ha un problema serio e concreto di reputazione e credibilità''. La reputazione gli ''viene contestata anche dalla sua redazione, che ha scritto un documento nel quale viene invocata una sorta di direzione collegiale della trasmissione. Spetta però agli organi competenti valutare tutte le circostanze del caso e capire se ci sono le condizioni per mettere in discussione la sua credibilità personale e professionale. Queste valutazioni spettano innanzitutto all'editore, ovvero la Rai, anche perché non si nasce mica conduttori o si fa il conduttore di una trasmissione tv per diritto naturale. Poi bisogna attendere l'esito degli approfondimenti fatti dal comitato etico e cosa emergerà dall'Audit interna alla Rai. Allora chi ha il potere di valutare, prenderà le sue decisioni".
Infine, riguardo all'inchiesta giudiziaria su Lavitola, Gasparri osserva: ''Allo stato, Ranucci è la parte lesa, è la vittima di tutta la vicenda. Non riesco a capire però una cosa: Lavitola voleva fare del conduttore di Report un leader e l'attentato serviva a farne una sorta di martire politico, ma era consapevole o meno che Ranucci avrebbe rischiato così di morire, trasformandosi in un martire vero? Altro aspetto poco chiaro è che dopo la perquisizione nei confronti di Lavitola, ci sarebbe stata una lunga conversazione tra lo stesso Lavitola e Ranucci, tesa a inquadrare gli episodi fino ad ora accaduti. Allo stato, ribadisco, Ranucci resta la parte lesa e nessuno può dire diversamente, ma vorrei sapere che ragionamento ha fatto Lavitola nella sua follia. Se fossi un giudice, gli chiederei: avete considerato che l'attentato poteva causare la morte di Ranucci e i suoi familiari?''.













