Le drammatiche vicende del Banco Ambrosiano sono seguite con particolare interesse sulla Riviera di Ponente, dove l’istituto ha una posizione di primo piano nel campo economico e finanziario, soprattutto in quello della raccolta del risparmio.
Con depositi valutati, nelle varie forme di conto corrente (Bot, Cct e altro) tra 400 e 600 miliardi di lire e con oltre 300 dipendenti, il Nuovo Banco Ambrosiano può contare su 20 succursali e agenzie in provincia di Imperla (quattro nel Savonese), oltre che nei due capoluoghi. Aperte: Andora, Arma di Taggia, Bordighera, Cairo Montenotte, Ceriana, Chiusavecchia, Diano Marina, Dolceacqua, Pietra Ligure, Riva Ligure, San Bartolomeo al Mare, San Lorenzo al Mare, Sanremo (con agenzie alla Foce, San Martino e al Mercato dei fiori), Taggia, Vallecrosia e Ventimi glia. Malgrado le notizie giunte da Milano In questi ultimi tempi, non c’è mai stata una particolare corsa al ritiro di soldi e altri prodotti.
Dopo che, tra sabato e domenica, i dipendenti avevano lavorato intensamente per preparare tecnicamente il passaggio dal Banco Ambrosiano al Nuovo Banco Ambrosiano, l'attività agli sportelli è stata assolutamente normale. “Non vi è stata – fanno sapere dai vertici locali - alcuna particolare affluenza di pubblico e l'indice di operatività è stato del tutto normale”.
L'inserimento dell'Ambrosiano nel tessuto economico rivierasco, particolarmente quello imperiese, risale al gennaio 1978 quando l’istituto rilevò per incorporazione il vecchio, storico Banco di Imperia, entrato in una grave crisi di liquidità monetaria, pur avendo basi molto solide. Un’incorporazione che, a dire il vero, non tutti gradirono perché significò il trasferimento delle capacità decisionali, soprattutto in materia di impiego di fondi, dalla Liguria, e da Imperia in particolare, alla Lombardia. Dal punto di vista immobiliare la posizione dell'Ambrosiano nella zona è particolarmente solida: la banca, infatti, è proprietaria di quasi tutti i locali in cui hanno sede le varie agenzie e filiali. Il solo edificio di via Belgrano a Oneglia, già sede centrale del Banco di Imperia, è valutato parecchi miliardi di lire.
Mentre la clientela ordinaria può ritenersi tranquilla per i propri depositi, dopo la garanzia assunta dalle sette banche che hanno costituito il Nuovo Banco Ambrosiano, maggiori preoccupazioni esistono fra i detentori di azioni del vecchio Ambrosiano: essi sono, in provincia di Imperia, particolarmente numerosi e con investimenti consistenti (totale di circa due miliardi di lire).






