Politica - 04 agosto 2026, 12:30

Caso Zarbano, la replica di Ranise: "Non era razzismo, non ce l'avevo con l'accento”

Il consigliere di maggioranza respinge le accuse e attribuisce l'episodio a "un fraintendimento"

Caso Zarbano, la replica di Ranise: "Non era razzismo, non ce l'avevo con l'accento”

Il caso delle presunte dichiarazioni razziste e antimeridionali denunciate dal capogruppo di Imperia Senza Padroni, Luciano Zarbano, durante l'ultima seduta del consiglio comunale, si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, arrivano infatti i chiarimenti – e, indirettamente, anche delle scuse – da parte del consigliere di maggioranza Antonello Ranise: "L'incidente con il consigliere Zarbano è frutto di un fraintendimento. Pur in chiave scherzosa e goliardica non volevo offendere la sua pronuncia e neppure mancargli di rispetto. Non mi riferivo al suo accento ma alla difficoltà di recepire le sue parole, anche in considerazione dell'acustica non ottimale in sala consiliare", spiega Ranise a La Voce, cercando di archiviare la spinosa vicenda. "Gli do appuntamento al prossimo consiglio comunale per un confronto sereno come sempre avvenuto", chiosa Antonello Ranise.

Una precisazione che punta a smorzare le tensioni, sostenendo che il riferimento non fosse all'accento siciliano del consigliere di opposizione, bensì alle difficoltà di comprensione dovute alle condizioni acustiche dell'aula.

Nel frattempo, però, la vicenda ha preso una piega ben più ampia. Il caso è infatti uscito dai confini della politica imperiese ed è arrivato fino in Sicilia. Luciano Zarbano ha inviato una lettera al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, al sindaco di Menfi, Vito Clemente, e al presidente del consiglio comunale della cittadina agrigentina gemellata con Imperia, Ezio Ferraro, per informarli dell'accaduto e delle polemiche scaturite durante il consiglio comunale.

Insomma, quella che nelle intenzioni di Ranise sarebbe dovuta rimanere "una battuta goliardica" si è trasformata in un caso politico e istituzionale, nonostante il tentativo di ricucire lo strappo con una spiegazione che suona anche come un passo distensivo. 

Resta ora da capire se le parole del consigliere saranno sufficienti a chiudere definitivamente una vicenda che, da semplice schermaglia d'aula, è arrivata fino ai vertici delle istituzioni siciliane.

Diego David

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