Al Direttore - 01 agosto 2026, 14:21

AL DIRETTORE. Bracco: "In tribunale per aver fatto il mio dovere di consigliere"

"La querela di Scajola è un attacco al diritto di fare opposizione", dice il consigliere dem

AL DIRETTORE. Bracco: "In tribunale per aver fatto il mio dovere di consigliere"

Egregio Direttore,

a distanza di qualche giorno dall'ultimo consiglio comunale, ritengo necessario fare chiarezza su una distinzione che considero fondamentale: quella tra l'essere "uomo delle Istituzioni" e "uomo dello Stato".

Il primo interpreta il ruolo che gli deriva dalla carica pubblica ricoperta; il secondo incarna valori che vanno oltre la funzione, anteponendo sempre l'interesse collettivo alla convenienza personale. È una differenza sostanziale che, a mio avviso, aiuta a comprendere anche il significato della denuncia presentata nei miei confronti dal sindaco Claudio Scajola.

Ridurre questa vicenda a uno scontro personale sarebbe un errore. Non è la mia persona a essere nel mirino, ma un modo di intendere la politica e le istituzioni fondato sul controllo democratico, sulla trasparenza e sul diritto dell'opposizione di esercitare pienamente il proprio ruolo.

La democrazia è un equilibrio delicato. Va difesa, rispettata e migliorata ogni giorno, anche accettandone i limiti e le contraddizioni. Per questo sorprende vedere il ruolo della minoranza, essenziale in ogni sistema democratico, deriso o considerato un ostacolo anziché una garanzia. Quando l'opposizione viene vissuta come un problema da zittire, il rischio è quello di alimentare la logica dell'uomo solo al comando, una visione che impoverisce il confronto politico e indebolisce le istituzioni.

Nel corso del Consiglio comunale il sindaco ha dichiarato: "Mai avrei immaginato nella mia vita di essere costretto, con amarezza, dopo tre anni di allusioni, insinuazioni, delazioni e illazioni, a denunciare un consigliere di questo consesso." Parole che meritano rispetto, ma che non possono cancellare la memoria politica della nostra città. Nei primi anni Duemila, infatti, analoghe iniziative furono rivolte contro altri esponenti dell'opposizione e si conclusero senza conseguenze. Ricordare quei precedenti non significa alimentare polemiche, bensì restituire completezza ai fatti.

Ho la sensazione che questa denuncia voglia rappresentare una dimostrazione di forza più che una reale necessità. Una forza esibita soprattutto verso chi, nella stessa maggioranza, riceve spesso segnali di fiducia o di sfiducia in base alle convenienze del momento.

Saranno gli imperiesi, alle prossime elezioni, a decidere quale modello di governo desiderano per la città: una democrazia pienamente partecipata, fondata sul confronto tra maggioranza e opposizione, oppure una gestione sempre più personalistica del potere.

Nel frattempo, per scelta del sindaco, ci confronteremo nelle aule di giustizia. Non sarà la prima volta. Continuerò comunque a svolgere il mio mandato con la convinzione che il compito di un consigliere comunale sia quello di controllare, proporre e, quando necessario, dissentire. Perché il dissenso, in democrazia, non è un reato: è un diritto e una responsabilità.

Ivan Bracco
Consigliere comunale del Partito Democratico

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