La scomparsa dell'ingegnere Lucido inizia ad assumere aspetti torbidi, specie dopo gli interrogatori del commissario Briscola con altri condomini.
I dirimpettai ad esempio, una coppia con due bimbe gemelle di pochi mesi, che appena saputo dell'allotanamento dell'ingegnere hanno tirato un sospiro di sollievo. Sì, perché l'uomo si lamenta in continuazione del fastidioso e insopportabile rumore del pianto delle bimbe. Inoltre, per cercare di mettere i giovani genitori in cattiva luce, ha addirittura avvisato i servizi sociali, denunciandoli di sospetti maltrattamenti infantili, che a dire del resto del palazzo, risultano infondati.
Riguardo la relazione di Lucido con la moglie del macellaio, la situazione appare molto strana.
Dapprima il commissario ha parlato con entrambi i coniugi, cercando di cogliere nelle loro parole qualche segnale, ma sia la donna che l'uomo si sono limitati a dire di non sapere che fine possa aver fatto l'uomo. Poi, in disparte, è riuscito a chiedere qualcosa in più alla donna, che piangendo ammette:
"Ci frequentiamo da circa tre mesi, io sono innamorata, ma per lui è solo un gioco e... temo che mio marito possa aver scoperto qualcosa".
Queste poche parole aprono nella mente del poliziotto scenari inquietanti, tuttavia per ora nessun fatto concreto li supporta.
Prima di tornare in commissariato, Briscola si ferma un momento a prendere un caffè.
Al piano terra del palazzo, di fianco alla macelleria, c'è un bar.
Diverse persone lo osservano entrare. Di sicuro, tra gli avventori, si è già sparsa la voce che sia un poliziotto e il motivo della presenza.
Appoggiato sguaiatamente al bancone il commissario sorseggia il suo caffè, poi senza troppe aspettative chiede ad alta voce se qualcuno ha visto l'ingegnere o ha informazioni utili;
Il silenzio cala nel locale.
Allora rivolgendosi direttamente al barista:
"Possibile che non sappia niente?"
L'uomo risponde:
"So che non manca a nessuno!"
"In che senso?"
"Ne stavamo parlando prima che lei entrasse, l'ingegnere qui non lo può vedere nessuno. Non conto più le innumerevoli citazioni in giudizio che mi ha fatto per rumori molesti, schiamazzi, problemi di sicurezza, igiene.
Fortunatamente nessuna mi ha causato problemi tanto gravi da chiudere, ma..."
"Ho capito!"
"Veramente c'è una cosa...' sussurra una signora non più giovanissima.
"Mi dica!" afferma con interesse Briscola.
"Frida".
"Chi è Frida?'
Dopo un istante di silenzio e guardandosi intorno...
"Frida è una bellissima ragazza di diciotto anni, abita qui nel palazzo, Lucido è ossessionato da lei, le fa regali, la segue e..."
La vita dell'ingegnere Roberto Lucido non è certo quella di un tranquillo pensionato.
A questo sta pensando il commissario Briscola mentre manda giù l'ultimo sorso di caffè. Poi rivolgendosi alla donna che gli ha appena fatto questa importante confidenza:
"Quindi Frida abita qui. E i genitori sanno delle avances di Lucido alla ragazza?"
"Alcuni giorni fa si sentivano le urla del padre in tutto il palazzo, l'uomo ha scoperto qualcosa, così dal quinto piano dove vive, nel cuore dela notte è sceso dall'ingegnere e lo ha assalito insultandolo".
"E la ragazza?"
"Era sconvolta!'
"Come si chiama il padre, di cosa si occupa?"
La donna ora è restia a rispondere, ma lo sguardo di Briscola non le lascia scelta.
"Angelo Scuro, ha una ditta di sfasciacarrozze in periferia".
"Grazie!" afferma il commissario uscendo dal bar.
Prima di salire sull'auto si ferma un momento davanti al citofono del condominio.
Con lo sguardo scorre i cognomi e poi in alto legge:
"FAMIGLIA SCURO". La sua curiosità e il senso del dovere gli impongono di pigiare quel tasto.
"Sì, chi è?" domanda una voce femminile.
"Commissario Briscola, polizia, posso parlarle un momento?"
Il fatto che l'ingegnere Lucido sia scomparso da più di due giorni è ormai risaputo in tutto il condominio, nessuno evidentemente è sorpreso che la polizia si sia attivata.
"Certo, salga pure, quinto piano!"
Di sicuro quella sulla porta dell'appartamento non è Frida, è la mamma, una donna sui sessanta ben curata.
Briscola descrive i fatti di cui è venuto a conoscenza, non tralasciando nulla, avance alla figlia comprese.
La donna è in casa da sola, la figlia è a scuola, mentre il marito è al lavoro. Briscola cerca di essere empatico, per quello che può, e facendo le domande giuste...
"Frida è una ragazza ingenua, curiosa e quell'uomo, facendo leva sulla cultura e l'esperienza è riuscito conquistare la sua fiducia e amicizia".
"E suo marito?"
"È furioso, qualche giorno fa ha dato di matto, voleva picchiarlo.
Per fortuna siamo riuscite a calmarlo".
Il poliziotto insinua un dubbio, giusto per vedere la reazione della donna.
"Furioso fino al punto di fargli davvero del male?"
"Frida è la nostra unica figlia e mio marito vive per lei, ma non avrebbe mai fatto niente di più che spaventarlo".
"D'accordo, grazie per ora, vorrei sentire sua figlia. Quando posso trovarla?"
"Anche oggi pomeriggio".
"Perfetto, la vedrò verso le 16,00, grazie!"
Briscola rientra in Questura; salendo le scale che lo portano al suo ufficio incontra molti colleghi, ma non saluta nessuno.
È solito dire qualche "buongiorno" solo di prima mattina, poi li considera inutili.
Continua...






