Molti automobilisti, imperiesi e non, sono entusiasti: “Finalmente ora il traffico scorre fluido, non ci sono più code per entrare a Imperia”. Ma i pedoni (a cui si aggiunge una sparuta muta di conducenti) non sono assolutamente d’accordo ed hanno già raccolto circa 1.500 firme per ripristinare il semaforo all’incrocio tra via Cascione e corso Garibaldi, “spento” dall’amministrazione.
“Attraversare la strada è diventato pericolosissimo – scrivono nella petizione – così come immettersi in essa è diventato un incubo”. Il provvedimento adottato dalla Giunta di Imperia nel tentativo di trovare rimedi per snellire una circolazione sempre più caotica è datato 14 giorni ma fa già discutere la popolazione. I pareri sono contrastanti. “Siamo ancora in fase sperimentale - avverte il sindaco Giovanni Gramondo - raccogliamo elementi per trarre conclusioni e adottare soluzioni definitive. Mi sembra però che mai il traffico sia stato cosi fluido”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Armando Fontana, consigliere delegato alla viabilità. "Abbiamo riscontrato unanimità di consensi da parte di chi viaggia in auto – sostiene - all’ingresso di ponente della città sono sparite le code di vetture che nelle ore di punta arrivavano sino a Garbella. Ma i pedoni si lamentano. Tutti i torti non li hanno, perché quel punto è effettivamente un po’ critico…”.
A chi dare ragione, agli uni o agli altri? Non è una scelta facile. Gli abitanti e i commercianti di Porto Maurizio, dai quali è partita la petizione perché sia rimesso in funzione l'impianto semaforico (al 15 luglio, le firme erano già 1.467), sostengono: “Senza un adeguato controllo, i veicoli che provengono da via Cascione e svoltano in direzione di Oneglia. si trovano nelle stesse difficoltà dei pedoni che intendono recarsi a Borgo Foce – denunciano - la giustificazione dello spegnimento del semaforo (evitare che si formino colonne d’auto e intasamenti sino al Prino) sembra alquanto insufficiente, quando si prende in considerazione l’eventualità che accadano incidenti”.
Chi ha sottoscritto la petizione pensa che la sicurezza venga prima di tutto e che per risolvere il problema del traffico a Imperia ci voglia ben più che lo spegnimento di un semaforo. C’è anche chi propone che, a regolare la circolazione, sia un agente della polizia locale mentre c’è anche chi invoca la costruzione di un sottopassaggio pedonale. Fanno sapere dal comando della polizia locale: “Un agente, in quella zona, c’è quasi sempre stato, anche quando il semaforo era in funzione. Ma l’organico è oggi insufficiente, l’area da sorvegliare molto ampia e la presenza non può essere continua. Una soluzione potrebbe essere quella della sua presenza solo nei momenti di punta con il semaforo funzionante nel resto della giornata”.

Sul discorso del sottopassaggio, Fontana è netto: “Costi e tempi di realizzazione a parte, gli esempi che provengono dalle località di Imperia dove già esistono sono poco confortanti: queste strutture sono poco usate e sono ovunque in condizioni indecorose, coperte da scritte immonde, piene di sporcizia e scambiate da qualcuno per latrine”. L’abolizione del semaforo ha riscosso consensi anche presso i tassisti. Giovanni Bono: “Ci voleva proprio, era tempo che il Comune prendesse questa decisione. Il traffico ora è scorrevole, non dobbiamo più sopportare code estenuanti. Da utenti della strada, non possiamo che rallegrarci”.
Soddisfazione anche per i conducenti degli autobus di linea della Riviera Trasporti e per gli autotrasportatori. Ma altri la pensano diversamente. Come Ferdinando Manozzo, consigliere della Seconda circoscrizione: “Una decina d’anni fa, dopo diversi incidenti anche mortali (io stesso sono stato investito), avevamo raccolto firme per installare il semaforo. Ora lo si vuol togliere, ma la situazione non è mutata. Quello resta un punto caotico e pericoloso: per i turisti diretti al mare, le persone anziane e i bambini soprattutto, attraversare significa esporsi a grossi rischi. Sarebbe necessaria una circonvallazione di media cornice. Ma, nell’attesa di un’opera che si potrà avere solo tra molti anni, è indispensabile un controllo serio e costante: all’incrocio deve esserci un agente. Sono pochi? Può darsi. Ma allora, perché tenerne tre fissi a Borgo Marina e sguarnire le altre zone della città?”.






