(Adnkronos) - Il pubblico ministero Maurizio Ascione, che domani saluterà la procura di Milano per poi approdare alla Procura europea (Eppo), potrebbe non firmare l'inchiesta sugli arbitri a cui ha iniziato a lavorare nell'ottobre del 2024 e che solo dallo scorso giugno, proprio in vista dell'addio al Palazzo di giustizia di Milano, lo ha visto affiancato dall'aggiunto Paolo Ielo. Una mancata firma sulla definizione del fascicolo che potrebbe arrivare non per assenza di tempo, ma perché il pm napoletano non condivide appieno le valutazioni altrui.
L'inchiesta sul presunto sistema di condizionamento delle designazioni arbitrali si avvia verso l'archiviazione, mentre la parte che riguarda le ipotetiche bussate alla sala Var della serie A a Lissone, in Brianza, sembra destinata a finire sul tavolo della Procura di Monza competente per territorio. Gli atti finiranno anche alla giustizia sportiva - come chiesto dalla Procura federale della Figc finora rimasta a guardare perché si tratta di documenti coperti da segreto istruttorio - e anche alla Commissione parlamentare antimafia intenzionata a verificare eventuali infiltrazioni o legami con la criminalità organizzata.
L'ipotesi di partenza era che le presunte pressioni abbiano alterato la regolarità delle partite. Cinque in tutto gli indagati tra l'ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi accusato del reato di frode sportiva in concorso con appartenenti all'Inter. Per l'accusa Rocchi avrebbe combinato - con altri soggetti non identificati - la designazione dell’arbitro Andrea Colombo (gradito all'Inter, a dire di chi indaga) per la partita Bologna-Inter dell’aprile 2025. Altrettanto avrebbe fatto con la designazione dell’arbitro Daniele Doveri per la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter, in modo da evitare per l'eventuale finale e per le partite successive di campionato la designazione dello stesso arbitro, ritenuto anche in questo caso poco gradito ai nerazzurri.
Inoltre Rocchi, in occasione della partita Udinese-Parma del primo marzo 2025 avrebbe violato il protocollo Var, che prevede l'autonomia della sala di Lissone, bussando e inducendo la chiamata all’On field review dell’arbitro Fabio Maresca ai fini dell’assegnazione del rigore all’Udinese. Sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti ci sarebbero presunte pressioni sul Var in occasione di alcune partite, Inter-Verona della stagione 2023-24 (quella della gomitata di Bastoni a Duda, ndr) e Udinese-Parma dello stesso campionato.
L'elenco delle partite contestate comprende anche Torino-Inter dello scorso aprile che secondo l'ipotesi accusatoria sarebbe stata designata con il preventivo consenso del club. Gli investigatori non avrebbero trovato intercettazioni dirette tra dirigenti dell'Inter e Rocchi. Domani il tempo per il pm Ascione scade, se non firmerà sarà l'aggiunto Ielo a definire il fascicolo entro la prossima settimana, prima della pausa estiva, con la richiesta di archiviazione non avendo raccolto elementi sufficienti per dimostrare che le presunte pressioni abbiano alterato la regolarità delle partite oggetto dell'indagine.






