Accadde Oggi - 07 luglio 2026, 08:41

ACCADDE OGGI 7 LUGLIO 1978. I veterani imperiesi di Capo Horn si riabbracciano a Imperia

Eroi d’altri tempi, oggi novantenni, hanno vissuto storie ed esperienze da leggenda

ACCADDE OGGI 7 LUGLIO 1978. I veterani imperiesi di Capo Horn si riabbracciano a Imperia

Alcuni li chiamano “nonnetti” del mare, altri veterani, altri ancora eroi delle tempeste.

Li accomuna l’età, tutti oltre i 90 anni, e l’esperienza drammatica del superamento di Capo Horn. Barry Dock, Iquique, Autofagasta, Table Bay, Dunkerque, Gravesend sono solo alcuni dei leggendari porti del traffico velico oceanico. Fanno tornare alla mente un mondo antico, ricordi di avventure al limite dell’umano, tempeste, naufragi, canzoni nostalgiche di mare, pagine di storia scritte a cavallo del Novecento. Un mondo fantastico, quasi pionieristico. Che sarà rivissuto in tutta la sua emotività e commozione dalla città di Imperia attraverso la testimonianza di dieci superstiti delle lunghe e pericolose attraversate oceaniche alla Malafoera, tutti veterani di Capo Horn. 

Sono dieci imperiesi e appartengono all’associazione internazionale dei Cap Horniers. Tra loro il capitano Angelo Saglietto di Porto Maurizio, Giobatta Ardoino, di Oneglia, Giuseppe Vano di Cervo, Giovanni Ramella di Diano Marina, Francesco Amoretti, di Porto Maurizio, Francesco Gardone di Cervo. Ricorderanno anche, nell’occasione, alcuni comandanti ponentini morti in questi ultimi tempi: da Angelo Balestrino a Lorenzo Casabona, da Antonio Vassallo a Giobatta Corradi, da Severino Ramella a Giacomo Trucco, Armando Cassinelli, e tanti altri. 

L’appuntamento è fissato alle 17.30 nell’ex palazzo comunale di piazza Dante. La Cumpagnia de l’Urivu, associazione per la cultura e le tradizioni locali, consegnerà agli ultimi Cap Horniers viventi di Imperia, attestati, medaglie e pergamene. Durante la suggestiva cerimonia verranno letti in dialetto alcuni brani di un celebre passaggio del capo da parte del brigantino Lucia, armato e comandato da gente imperiese, nella sua campagna intorno al mondo del 1908-1910. 

Saranno anche ascoltate le registrazioni sonore di interviste a vecchi marinai della vela che oggi non vivono più. “Tutta gente - ha dichiarato il comandante Flavio Serafini, autore de La città dei marinai, volume che raccoglie preziose testimonianze della foltissima schiera di naviganti della provincia - che ha navigato anche per 50 anni in condizioni disperate, con sistemi di ingaggio feroci. Un esempio? La loro paga c’era solo se a fine viaggio, da un capo all’altro del mondo, c’era il nolo. Se durante la navigazione una tempesta, un naufragio, un incidente qualsiasi danneggiava o mandava il carico alla malora, non venivano pagati. Spesso capitava che navigavano e lavoravano per 5 mesi e anche più, rischiando la vita, completamente gratis”.

Tra i veterani che saranno premiati, il comandante Angelo Saglietto, l’ultimo dei capitani di casa Saglietto e anche ultimo Cap Hornier imperiese degli anni Settanta. Attualmente ricopre la carica di presidente nazionale della sezione italiana del club internazionale dei Cap Horniers. Vive a Poggi. “Ho cominciato a navigare – ricorda - con gli zii Tobia e Maurizio, allora rispettivamente capitano e scrivano del brigantino Lucia. All’epoca, gli imperiesi erano degli ottimi marinai. Moltissimi erano imbarcati su vele che trafficavano con il Cile. Eravamo migliori dei tedeschi, dei finnici, norvegesi, svedesi, francesi". 

Giovanni Ramella è stato un capitano di piccolo cabotaggio. Francesco Gardone era un capitano di gran cabotaggio. Francesco Amoretti era nostromo e cuoco. “Spesso - ricorda - dovevo davvero fare i miracoli per riuscire a preparare qualcosa da mettere sotto i denti dell’equipaggio”. Giobatta Ardoino, Giamba, aggiunge: “Ho navigato i mari - dice - con il brigantino Lake Erie, poi con i velieri paterni Oneglia e Risveglio. Ho visto arrivare i piroscafi e, lentamente, morire la vela”. Dal 1930 al 1958, Ardoino assunse l’incarico di pilota pratico del porto di Oneglia, compito che assolse anche durante il periodo bellico.

Giorgio Bracco

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