Attualità - 23 giugno 2026, 08:08

Ex Isnardi, i residenti si mobilitano: "Vogliamo sicurezza" (Foto)

Assemblea davanti all'ex complesso di via XXV Aprile. Parte una raccolta firme indirizzata a Comune e Questura per chiedere interventi contro il degrado

"Cerchiamo soluzioni, vogliamo sicurezza e serenità". Con questo appello i residenti di via XXV Aprile si sono riuniti ieri sera davanti all'ex complesso Isnardi per denunciare il degrado e lo stato di abbandono dell'area.

All'incontro hanno preso parte anche i consiglieri comunali di minoranza Ivan Bracco e Daniela Bozzano del Partito Democratico e Luciano Zarbano di Imperia Senza Padroni. Nel corso della serata è stata avviata una raccolta firme, indirizzata al Comune e alla Questura, per chiedere maggiore attenzione e interventi concreti : l'obiettivo è tornare a vivere il quartiere in tranquillità.

L'intero complesso è attualmente sotto sequestro in seguito a un fallimento societario. Negli anni hanno inoltre chiuso i battenti le attività commerciali adiacenti, lasciando i locali vuoti e inutilizzati. Nonostante i sigilli imposti dalle autorità, alcuni ingressi sono stati forza, permettendo a diverse persone di entrare nello stabile e bivaccarvi stabilmente. I cittadini denunciano una situazione diventata ormai insostenibile. Schiamazzi notturni, consumo di alcolici, spaccio di sostanze stupefacenti, episodi di vandalismo alle automobili e continue liti. L'ultimo episodio risale a venerdì scorso, quando diversi residenti sono scesi spontaneamente in strada, esasperati dall'ennesimo episodio di violenza. Sul posto sono intervenute le forze dell'ordine per riportare la situazione sotto controllo.

Il curatore fallimentare, Giuseppe Musso, ha fatto sapere che sono stati messi più volte sigilli all'edificio, "puntualmente scardinati". Mentre, la possibilità di murare completamente l’edificio si scontrerebbe con i vincoli imposti dalla normativa antincendio. Musso avrebbe anche chiesto più volte al Comune di occuparsi della pulizia dell’esterno, essendo in uso perpetuo all’Ente pubblico, ma non avrebbe ottenuto riscontri.

"Non siamo un movimento legato a una forza politica – dichiara Bruno D'Inca, tra i portavoce del movimento– ma cittadini uniti dalla volontà di denunciare un disagio che si protrae da anni. Gli episodi di violenza hanno creato un clima di paura per le nostre famiglie. Abbiamo più volte segnalato la situazione alle autorità, che si stanno impegnando, ma speriamo che si possa arrivare presto a una soluzione concreta. Siamo stanchi".

Tra le richieste vi è quella di mettere in sicurezza in maniera definitiva l'ex complesso. "La soluzione migliore sarebbe murare la struttura, quello che definiamo il "mostro" – conclude D'Inca per impedire qualsiasi accesso non autorizzato. Vorremmo che questa zona tornasse decorosa, sicura e vivibile, restituendo serenità alle famiglie che abitano nel quartiere". 

Sara Balestra

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