L’idea, di per sé, è semplice ma geniale. Non solo, ha un costo irrisorio (poco più di un pacchetto di sigarette) ma il suo aiuto può rivelarsi prezioso. Queste le principali caratteristiche della controchiave di emergenza, brevetto messo a punto dall'imperiese Stefano Parodi, impiegato, che per hobby si diverte a fare il fabbro.
“La sua funzione - conferma l’uomo - non riguarda la porta d’ingresso ma quelle interne di un alloggio. Soprattutto nel bagno, possono crearsi delle situazioni di emergenza: bambini che si chiudono involontariamente dentro a chiave e non riescono più a uscire oppure persone che si sentono male e non possono essere prontamente soccorse. Da queste considerazioni è nata l’idea di mettere a punto un sistema per poter, in pochi istanti, aprire la porta dall’esterno. In caso di emergenza, anche un solo minuto può essere determinante. Ma sfondare la porta potrebbe essere rischioso per la pioggia di vetri che si riversa all'interno”.
Ma come funziona la controchiave d'emergenza? “Si tratta di una specie di passepartout che si inserisce nella toppa, dotato di una prolunga di qualche centimetro che si chiude a cacciavite o, nei modelli più perfezionati, con una punta a stella o a innesto - precisa l’inventore che vive con la famiglia a Barcheto - per poterla fare funzionare, occorre però predisporre tutte le chiavi dell'alloggio con un piccolo taglio (profondo circa 2 millimetri) all’estremità opposta dell’impugnatura, che serva ad accogliere la punta dello speciale passepartout”. In questo modo, infatti, si riesce a far girare la chiave sino al punto giusto e ad aprire con facilità la porta. Parodi ha depositato il suo brevetto a Genova. Ha inoltre inviato una copia del suo brevetto anche a un grande concorso per inventori organizzato da Canale 5.






