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Meteo | 23 giugno 2026, 12:51

UN OCCHIO AL CIELO. Le previsioni meteo a cura di Stefano Sciandra

Viaggeremo tra i 33/34° ma abbinati a notti super tropicali con minime che potrebbero assestarsi non al di sotto dei 26/27° in fascia costiera, con tassi di umidità elevati

UN OCCHIO AL CIELO. Le previsioni meteo a cura di Stefano Sciandra

Era il 16 giugno ricordate? È la data del mio ultimo aggiornamento quello in cui vi dicevo che la ricreazione era finita e, come ormai consuetudine, non mi avreste sentito nell'immediato perché nulla sarebbe mutato. Ricorderete anche che vi avevo proposto un gioco dicendovi di memorizzare la data di lunedì 15 giugno, e di confrontare quella giornata con quella della settimana successiva (lunedì 22), tutto questo appunto sette giorni prima, per valutare le differenze abissali che ci sarebbero state. 

Chi negli anni ha seguito la mia rubrica sa perfettamente che non appartengo a quella corrente di meteorologi che ripetono il solito ritornello: "non si possono fare previsioni oltre i tre giorni". Questo è un dogma che può avere un senso in un contesto climatico dinamico, non in presenza di determinate situazioni che si presentano incontrovertibili anche sul lunghissimo periodo. Da quel 14 giugno ad arrivare diciamo a una data indicativa e anche a caso, 4/5 luglio?, significa parlare di un arco temporale di 20 giorni che potrebbero diventare un mese, cioè un dodicesimo di un anno. Non si può andare oltre i tre giorni? Inutile proporre bollettini quotidiani e stressare il lettore dicendo domani avremo 33°, dopodomani 34°, tra due giorni 36°, sarebbe un po' come a un malato ricordare quotidianamente la sua patologia. Quindi veniamo alle cose serie. 

IL PUNTO DI VISTA - Come ben sapete non sono un meteorologo, sono un alpinista e tale resto. Per 13 anni ho unito la mia attività di scalata alle vette più alte d'Europa, all'osservazione, a cercare di capire e di cogliere i segnali che la natura offriva, "Quell'occhio al cielo" che è anche il titolo della rubrica, cielo sotto il quale stanno vette oltre i 4000 m dai quali puoi avere un punto di osservazione invidiabile. Hervé Barmasse, tra i più forti alpinisti a livello mondiale, figura di riferimento, considerato che con suo papà Marco ho avuto la fortuna di scalare 40 dei miei 46 4000, anni fa ha coniato un espressione che è diventato il mio motto: "il punto di vista di un alpinista è sempre un buon punto di vista".

È sufficiente una mappa, quella di sabato 27 giugno ora di pranzo), modello americano GFS. Inutile vedere altri elaborati tutti in fotocopia...!

CUPOLE DI CALORE E FATTORI PRINCIPALI - Non sono tutte uguali. Partiamo ad esempio da quella di maggio. Quest'anno è stato il mese delle rose a proporci il primo passaggio, nel recente passato, magari accadeva ad aprile. Si tratta di segnali, antipasti,  giusto a ricordare che poi il menù sarà ricco. Le cosa cambiano quando il fenomeno si presenta a giugno ovvero nell'imminenza dell'estate. Qui entrano in gioco i tre fattori che al di là dell'affannarsi a cercare nella modellistica, i famosi segnali di cambiamento, con i soliti titoli "c'è la data della rinfrescata", sono quelli che risultano decisivi ben oltre gli spaghetti, la media degli scenari e dei vari run.

Fattore 1) Anticiclone. Bisogna osservare la struttura dello stesso, la distensione, il posizionamento dei massimi pressori. Si tratta di parametri che fanno comprendere come un colosso di questo tipo sia pressoché inattaccabile sul lunghissimo termine, opponendo un autentico muro all'ingresso di masse di aria fresca. Naturalmente nel mezzo di questo scempio, si affacciano fenomeni estremi, con temporali, grandinate, downburst, elementi fisiologici, collegati all'invecchiamento (parziale ) della struttura. Per fare un esempio è come un vestito che comincia a diventare liso e apre una finestra temporale sino a quando lo stesso vestito non viene sostituito da uno nuovo che si presenta ancor più appariscente e sgargiante...! 

Fattore 2) Hotspot Mediterraneo. L'intera area presenta una caratteristica indiscutibile, quella di riscaldarsi molto più in fretta rispetto al resto del globo terracqueo. Inutile affannarsi con stucchevoli paragoni. La durata attuale di questa cupola di calore richiama il famoso 2003, almeno per l'estensione. Potrei ricordarVi che un mese fa affermai che vedevo somiglianze con il 2022, che resta negli annali a livello di siccità. Un trend che in linea generale si è riproposto negli anni successivi, con la differenza che tutto è partito un po' più avanti. Quindi finiamola di dire ogni stagione è diversa dall'altra. Certo nell'eternità di secoli e millenni qualcosa alla lunga cambierà come in passato è cambiato. Bisogna però restare ancorati all'effimero presente, quello legato alle nostre generazioni, e su questo lasso di tempo la situazione potrà solo peggiorare.

Fattore 3) Accumulo. La persistenza di temperature fuori scala per settimane, l'instaurarsi di notti tropicali, logica conseguenza dell'enorme quantità di calore accumulato in orario diurno che non può essere smaltito nel corso della notte man mano che i giorni passano, tutto questo va ad aggiungersi al termine accumulo in senso più esteso. Gli eventuali break dopo ondate così lunghe (anche solo 20 giorni senza interruzione rappresentano un abominio), non consentono di recuperare uno stato di normalità, per cui viviamo in un perenne sopra media termico con l' annientamento totale della stagionalità. Si genera un effetto assuefazione, tale da non farci percepire le anormalità presenti durante il resto dell'anno, per cui se in pieno dicembre giriamo al massimo con un golfino ci auto convinciamo di stare bene perché ovviamente rispetto ai 40 e più gradi fissi vissuti per lunghi periodi il nostro organismo risponde in un determinato modo, entrando in una sorta di dissonanza cognitiva. In parole semplici si chiama capacità di adattamento che però va distinta dalla comprensione della anormalità totale che si ripercuote sul sistema ambientale che va ben oltre i confini delle nostre città di cemento, dove gli alberi vengono tagliati in favore di manufatti, senza comprendere che la vita passa dal verde e non dal calcestruzzo. Ricordo sempre in modo maniacale l'esempio di Medellin in Colombia, con la messa a dimora di 200.000 tra piante e alberi per la creazione di corridoi verdi, capaci di abbassare la temperatura delle isole urbane di oltre 3°. Se la classe politica utilizzasse qualche neurone, si potrebbero ottenere risultati importanti con gesti semplici come questi.

CONCLUSIONI - La maggior probabilità di temporali anche violenti, nel cuore di questa settimana, non sortiranno effetto curativo, potranno solo provocare eventuali danni. Il beneficio termico sarà ristretto esclusivamente alle limitate aree che li sperimenteranno, beneficio che sarà rapidamente azzerato. Nel prossimo fine settimana, la struttura anticiclonica si rafforzerà ulteriormente, proponendo valori termici da capogiro, individuabili al momento intorno ai 39°in Piemonte, superiori, anche ai 40 gran parte del Nord, in primis Lombardia, Veneto, Emilia, fascia tirrenica. 

Dalle nostre parti, viaggeremo a valori inferiori, 33/34, ma abbinati a notti super tropicali (già attuali) con minime che potrebbero assestarsi non al di sotto dei 26/27° in fascia costiera (occhio anche all'effetto compressione), oltretutto con tassi di umidità elevati. Insomma servirebbe Caparezza con il suo..."Fuori dal tunnel", brano, ironia della sorte, del 2003, anno di svolta di questa nuova normalità

Stefano Sciandra

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