Attualità - 22 giugno 2026, 08:20

Spiagge libere a Imperia, Michela Aloigi: "L'accessibilità si ferma a metà strada"

Il mare resta spesso fuori portata per chi ha difficoltà motorie

Spiagge libere a Imperia, Michela Aloigi: "L'accessibilità si ferma a metà strada"

"Le spiagge sono tutte accessibili a metà". Così Michela Aloigi, presidente dell'associazione La Giraffa a Rotelle, descrive la situazione delle spiagge libere di Imperia dal punto di vista dell'accessibilità per le persone con disabilità motoria.

Secondo Aloigi, negli ultimi anni sono stati compiuti alcuni passi avanti, ma manca ancora l'elemento fondamentale: un percorso realmente continuo che consenta di arrivare dall'ingresso della spiaggia fino all'acqua e godersi così una giornata al mare. "Spesso troviamo lo scivolo di accesso, ma il percorso si interrompe a metà. Si arriva sulla spiaggia, ma non in acqua", spiega.

Il caso più evidente è quello del Parco Urbano. "Hanno realizzato un ottimo accesso, si arriva facilmente alla spiaggia, ma poi manca una passerella che conduca fino alla battigia. È un peccato, perché sarebbe una delle aree più fruibili di tutta la città", osserva Aloigi. Al Pennello le difficoltà sono legate soprattutto alla conformazione del litorale. "Si arriva alla spiaggia, ma la presenza di grossi sassi e la forte pendenza della rampa di accesso rendono difficile il passaggio e la successiva risalita. Senza una passerella che conduca fino all’acqua, raggiungere il mare diventa praticamente impossibile".

Alcune località della zona hanno compiuto passi avanti maggiori. "A Diano Marina e a San Lorenzo al Mare ci sono situazioni più fruibili. In alcuni casi sono presenti le passerelle, anche se mancano ancora altre dotazioni come le sedie dedicate". A Imperia, il modello più completo è la spiaggia libera attrezzata della Marina. "Lo scorso anno era l’unica realmente accessibile. Erano presenti la passerella, i servizi igienici accessibili, la doccia e tutte le attrezzature necessarie".

Il concetto di accessibilità va inteso in modo ampio, con una progettazione completa che accompagni la persona dall'ingresso fino al bagno in mare: "L’accessibilità non può fermarsi all’ingresso della spiaggia. Una volta arrivati serve una superficie stabile, una piattaforma, magari in cemento, perché chi ha difficoltà motorie non può muoversi agevolmente sulla sabbia o sulle pietre. Da lì dovrebbe partire una passerella che conduca fino all’acqua". A questo si aggiungono gli ausili specifici che consentono una reale fruizione del mare: le sedie Job per l'ingresso in acqua, le carrozzine da spiaggia con ruote larghe per muoversi sulla sabbia e i lettini rialzati. "Non si tratta di interventi dai costi proibitivi. Il vero nodo è capire chi debba occuparsi della gestione e della manutenzione delle attrezzature", riflette la presidente dell'associazione.

Sara Balestra

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