"Borgo Marina dimenticato". È il grido di protesta che sale dagli operatori commerciali ma pure dai turisti e dai visitatori occasionali anche se nessuno vuole assumersi la responsabilità di esporsi con nome e cognome.
Ma, comunque, il senso dell’abbandono traspare forte e deciso dai giudizi e dalle critiche dei titolari di esercizi pubblici e delle persone di passaggio. “È sufficiente dare un’occhiata alle aiuole per capire – afferma un torinese anonimo –. Vero che quelle sulla passeggiata sembrano curate ma le altre denunciano incuria e abbandono”.
Una visione che contrasta con le ambizioni turistiche del borgo, ambizioni che appaiono lontane e soprattutto improponibili. “Certo che fare il confronto con le aiuole di Oneglia è proprio umiliante – contesta un anziano abitante del borgo –. Sono dati di fatto, sembrano due diverse città e parlare di campanilismo è veramente fuori luogo: qui ci sono la terra arida e senza verde, i marciapiedi disastrati, le buche e il degrado. Altro che turismo”.
Insomma, il biglietto da visita di Imperia non è molto elegante e promettente per chi arriva dal nord Italia. “Anche i contenitori dei rifiuti sono un altro elemento di attrazione – commenta con sarcasmo un altro portorino –. Non soltanto per il colore, non certo il massimo per l’elegante scelta cromatica, ma anche per le posizioni”. Infatti, date le stradine del borgo e gli spazi ristretti, sono comprensibile le posizioni di quei contenitori ma indubbiamente ci si poteva preoccupare di nasconderli o mimetizzarli.
Non sono solo gli elementi concreti a turbare i sonni di chi, a Borgo Marin, ci lavora. “Qui non c’è proprio vita – afferma un negoziante –. Arriva la stagione turistica che da noi ha proprio una durata limitata e non ci sono eventi e manifestazioni che attirino turisti e visitatori. Soltanto il Raduno, quando ormai la stagione è praticamente conclusa”.






