Parte ufficialmente la stagione 2026 del monitoraggio delle tartarughe marine nel Ponente ligure. Dopo settimane di formazione circa cento volontari sono pronti a pattugliare le spiagge all’alba per individuare eventuali tracce di nidificazione della Caretta caretta.
L’iniziativa è promossa dall’associazione Delfini del Ponente APS, che ha organizzato due corsi formativi a Imperia e Laigueglia dedicati alla biologia, all’ecologia e alla conservazione della specie. I partecipanti hanno appreso le tecniche necessarie per riconoscere le caratteristiche tracce lasciate dalle femmine durante la risalita sulla spiaggia e la deposizione delle uova.
A partire da questi giorni, i “Tarta Volontari” affiancheranno il team scientifico dell’associazione nei monitoraggi mattutini lungo il litorale, con l’obiettivo di individuare rapidamente eventuali segni della presenza di un nido e attivare le procedure di tutela previste dai protocolli nazionali. Negli ultimi anni la presenza della Caretta caretta nel Mar Ligure è diventata sempre più frequente e la nidificazione sulle coste liguri rappresenta ormai una possibilità concreta. Per questo motivo la tempestività nell’individuazione delle tracce è considerata fondamentale per garantire la protezione dei nidi e il successo delle future schiuse.
"La risposta ricevuta dal territorio è stata straordinaria – spiega Davide Ascheri, biologo marino e presidente di Delfini del Ponente APS – In pochi mesi siamo riusciti a costruire una rete di circa cento persone motivate e preparate che hanno deciso di mettere a disposizione il proprio tempo per contribuire alla tutela delle tartarughe marine. Ogni volontario rappresenta un paio di occhi in più sulle nostre spiagge e può fare la differenza nell'individuazione precoce di un eventuale nido".
I corsi, ospitati tra Imperia e Laigueglia, hanno registrato una grande partecipazione da parte di cittadini, appassionati di natura, operatori del settore e studenti, confermando il crescente interesse verso la conservazione della biodiversità marina.
"L'obiettivo non è soltanto trovare eventuali tracce – aggiunge Elena Fontanesi, biologa marina e vicepresidente dell'associazione – ma costruire una vera cultura della tutela. Quando una comunità impara a conoscere il valore di questi animali e il loro ruolo negli ecosistemi marini, diventa essa stessa parte della conservazione".
I monitoraggi proseguiranno per tutta l’estate e interesseranno diversi tratti di costa del Ponente ligure. In caso di ritrovamento di tracce sospette saranno immediatamente coinvolti gli enti competenti e il Gruppo Ligure Tartarughe Marine (GLIT), responsabile del coordinamento delle attività di verifica e gestione degli eventuali siti di nidificazione.
L’associazione ricorda inoltre che chiunque avvisti una tartaruga marina intenta a nidificare o noti tracce compatibili con il suo passaggio deve evitare di avvicinarsi, non cancellare le impronte sulla sabbia e contattare immediatamente la Guardia Costiera al numero 1530. Ogni segnalazione può rivelarsi decisiva per la sopravvivenza di una nuova generazione di tartarughe marine e per la tutela di una specie simbolo della biodiversità del Mediterraneo.