Appunti di Storia - 13 giugno 2026, 19:15

APPUNTI DI STORIA. La cessione di Nizza e Savoia alla Francia: le vibranti proteste del consiglio comunale di Oneglia

Percepita dalle popolazioni da secoli fedeli alla causa sabauda come un colpo di mano

APPUNTI DI STORIA. La cessione di Nizza e Savoia alla Francia: le vibranti proteste del consiglio comunale di Oneglia

La cessione di Nizza e Savoia alla Francia nel 1860 furono percepite dalle popolazioni di quelle terre, da secoli fedeli alla causa sabauda, come un colpo di mano non certamente gradito, perché imposto dalla Ragion di Stato: circostanza confermata dalle manovre organizzate per addomesticare le diverse consultazioni indette per ratificare gli accordi di vertice. Del malcontento delle popolazioni interessate si fece del resto latore lo stesso Garibaldi che si indignò per essere stato reso "straniero in patria". 

Il  conseguente "esodo nizzardo" (e quello "savoiardo") con l'insofferenza al potere francese manifestatasi ancor piu forte dopo la caduta di Napoleone III seguita alla sconfitta subita dalla Prussia nel 1870, furono un segno del sentimento di genti che non avrebbero voluto separare il loro destino da quello dell'Italia nascente; gli stessi savoiardi, pur di lingua francese, non si riconoscevano come francesi per vari e diversi motivi che qui non è il caso di elencare (analogamente i valdostani rifiutarono l'abbraccio francese nel 1945, pur fieri della loro particolarità).

 È bensì vero, tuttavia, che all'epoca si stava creando nel contempo un nuovo diritto di  pubblico europeo, frutto dell'applicazione sia del tradizionale principio di equilibrio che, per la politica del compenso, esigeva rispetto all'ingrandimento del Regno di Sardegna, divenuto grande potenza italiana, un parallelo ingrandimento dello Stato confinante preminente, cioè l'Impero Francese. Partendo  da tale cornice storico-diplomatico, l'esame dell'attività parlamentare della rappresentanza di Nizza e Savoia alla Camera subalpina eletta per la prima volta il 27 aprile 1846 e rinnovata per sette legislature fino all'annessione del Secondo Impero Francese, avvenuta nell'aprile 1860 in adempimento degli accordi di Plombières riveste un certo interesse perché evidenzia quali fossero le idee e le posizioni politiche dei rappresentanti degli elettori di quei territori in quel "decennio di preparazione" così cruciale per le loro sorti. Come si vedrà dagli interventi parlamentari di quei...si nota una graduale disaffezione verso un Regno di Sardegna che, nella sua politica risorgimentale,  pare dimenticare "les petites patries niçoise et savoienne" per seguire la sua "marcia unificatrice".

 La cessione di Nizza e della Savoia alla Francia (Trattato di Torino, 24 marzo 1860) fu comunque accolta nel Ponente ligure con aperta ostilità, proteste formali e un sentimento di tradimento. Istituzioni e cittadini videro nel passaggio di Nizza la perdita di un legame storico, culturale e commerciale secolare, che rompeva l'unità ligure. Le proteste Istituzionali non mancarono. I consigli comunali di Porto Maurizio e di Oneglia (all'epoca città distinte), insieme ad altre comunità del Ponente, inviarono vibranti lettere di protesta. La classe dirigente locale considerò infatti l'atto di Cavour come una grave violazione dell'integrità geografica e culturale della regione ed una perdita delle caratteristiche geopolitiche italiane 

Moltissimi nizzardi contrari all'annessione francese abbandonarono la propria terra per mantenere la cittadinanza sabauda e, di riflesso, italiana. Centinaia di loro trovarono rifugio e nuova accoglienza proprio nel Ponente ligure (a Ventimiglia, Sanremo, Porto Maurizio e Oneglia), significando una autentica frattura politica. 

L'episodio aprì davvero una ferita profonda tra i moderati cavouriani e i democratici. La figura di Giuseppe Garibaldi – nato a Nizza e profondamente legato alla Liguria – divenne il simbolo del malcontento, definendo la cessione uno "smacco" inaccettabile, una vera tragedia. Larghi settori di opinione pubblica non mancarono di esprimere contrarietà e preoccupazione circa la temuta ipotesi di eventuali ulteriori richieste francesi di incorporare territorio ligure ed italiano. Soprattutto ad Oneglia, animata da scarsa simpatia verso la Francia e legata ai Savoia da una profonda fedeltà storica e sentimentale, il rammarico fu grande per l'allontanarsi di Nizza, città considerata sua speciale sorella.

Pierluigi Casalino

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