Accadde Oggi - 10 giugno 2026, 08:22

ACCADDE OGGI, 10 giugno 1997. L’Antimafia torna in Riviera: nel mirino i rapporti tra la malavita organizzata locale e quella straniera

Sotto lente il filo che lega turismo e capitali esteri

ACCADDE OGGI,  10 giugno 1997. L’Antimafia torna in Riviera: nel mirino i rapporti tra la malavita organizzata locale e quella straniera

La Commissione Antimafia presieduta dall’onorevole Ottaviano Del Turco sbarca a Imperia per una “radiografia del crimine in Riviera”. Previsti incontri con questore, prefetto, giudici e sindaci. L’ultima relazione risale in materia risale al ‘94. Celebre, a questo proposito, la frase del procuratore della Repubblica di Imperia, Luigi Carli, che qualche mese fa, dopo i primi risultati delle due maxi inchieste sul traffico di droga che hanno impegnato per lungo tempo lui, carabinieri e polizia: “Chi l’ha detto che a Imperia non c'è la mafia?”. 

Un’attività lunga e complessa, talmente ramificata che le indagini si sono estese alla Calabria e ad altre regioni, passando anche per la Direzione distrettuale antimafia. I collegamenti con le cosche della 'ndrangheta sono emersi di nuovo con prepotenza, a dimostrazione che il capoluogo, e ancora più la provincia, sono permeabili alle infiltrazioni mafiose. Segni evidenti non ce ne sono (omicidi ed estorsioni, dimostrazioni più appariscenti della violenza mafiosa, non sono all’ordine del giorno come era negli Settanta e Ottanta)  ma anche questo potrebbe far parte di una strategia che punta alla mimetizzazione più che alle dimostrazioni di forza. A studiare la situazione sul fronte della criminalità, sentendo le relazioni del questore Cavaliere, il  prefetto Emilio D’Acunto e i vertici provinciali di carabinieri e finanza. 

Del Turco incontrerà anche giudici e pm. La Commissione torna in Riviera, come detto, a distanza di tre anni dall’ultimo dossier sulla presenza della malavita organizzata in Liguria, completato dal senatore Carlo Smuraglia. Del Turco avrà inoltre colloqui con il commissario prefettizio del Casinò e con i sindaci di Imperia, Sanremo e Ventimiglia. Alle 18, il faccia a faccia con i giornalisti. Quello che preoccupa di più, ora che le manifestazioni di potenza esteriore, più eclatanti, sono terminate, è la criminalità in giacca e cravatta. L’emergere di una schiera di imprenditori e di speculatori non mafiosi ma comunque collusi o contigui a personaggi e ambienti della malavita organizzata, caratterizzati da un forte eccesso di liquidità e dalla ricerca di nuovi sbocchi di investimento, soprattutto nel settore turistico alberghiero e in quello dei prestiti a usura, alza il livello della vigilanza e delle attività d’indagine.

Nel mirino degli investigatori lo smantellamento delle centrali del riciclaggio di denaro. Sotto lente i massicci investimenti “mafiosi” dall’Est Europa, per ora sono confluiti in Costa Azzurra ma che potrebbero presto riversarsi nella vicina Riviera. Uno scenario tutt’altro che fantascientifico potrebbe essere quello di una strana alleanza tra mafia russa e quella siciliana, magari con l’aggiunta di camorra e ‘ndrangheta. Gli effetti, nell’estremo ponente, sarebbero devastanti. 

Senza dimenticare che  sulla Costa Azzurra si stanno riversando capitali ingenti da Hong Kong: i mafiosi dell’isola, in vista del riassorbimento dell'ex colonia inglese da parte del colosso Cina, come prevedono gli accordi bilaterali tra Regno Unito e Pechino, vedrebbero nella Francia e nell’Italia) nuove terre di conquista.  La crisi economica ha dato nuovi impulso alla criminalità di vecchio stampo, che parla soprattutto lingue straniere. Albanesi e nordafricani stanno via via ottenendo il monopolio di certi settori, un tempo in mano esclusivamente agli italiani: sfruttamento della prostituzione, traffico di manodopera, caporalato.

Giorgio Bracco

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