A Imperia l’affitto di un appartamento standard assorbe oggi in media il 38% dello stipendio netto di un lavoratore. È uno dei dati che emerge dall’ultima analisi CNA basata sulle rilevazioni dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e sull’andamento delle retribuzioni nello stesso periodo.
Nel capoluogo imperiese il costo medio di un’abitazione di circa 70 metri quadrati è passato dai 570 euro mensili del 2019 ai 680 euro del 2025. Nello stesso arco temporale, gli stipendi netti medi sono saliti con incrementi contenuti, attorno all’8%, fino a una media di circa 1.800 euro mensili.
Un quadro che si inserisce in una tendenza nazionale: tra il 2019 e il 2025 i canoni di locazione nei principali capoluoghi italiani sono cresciuti molto più rapidamente delle retribuzioni, aggravando le difficoltà di accesso alla casa per giovani, famiglie e lavoratori. In media, gli affitti per un appartamento standard da 70 metri quadrati sono aumentati tra il 19% e quasi il 50%, mentre i salari sono cresciuti solo tra il 7% e il 15%.
In Liguria il peso dell’affitto sul reddito varia dal 38% di Imperia al 44% di Genova, passando per il 39% di Savona e il 40% della Spezia. A Genova, in particolare, il canone medio è salito da 690 a 910 euro, mentre a Savona l’aumento è da 600 a 740 euro e alla Spezia da 610 a 755 euro.
Il divario tra costi abitativi e retribuzioni si riflette soprattutto nei centri più dinamici e attrattivi, dove la domanda supera l’offerta. Milano e Firenze guidano la classifica nazionale dei rincari, con aumenti degli affitti vicini al 50% e un’incidenza sullo stipendio che arriva fino al 73% a Milano e al 62% a Firenze. In molte città universitarie e poli economici il canone supera ormai la metà del reddito medio netto, rendendo sempre più difficile l’accesso alla casa.






