Libri - 02 giugno 2026, 11:10

Incontro a Imperia tra i poeti Nives Bianchi e Franco Bianchi esponenti della poesia dialettale del Ponente Ligure

“Parlare dialetto è sentirsi spesso a casa, riconoscersi in una comunità e mantenere vivo un patrimonio culturale prezioso"

Incontro a Imperia tra i poeti Nives Bianchi e Franco Bianchi esponenti della poesia dialettale del Ponente Ligure

Nella mattinata di ieri, lunedì 1 giugno, in calata Cuneo a Imperia, si sono incontrati i poeti Nives Bianchi e Franco Bianchi, esponenti della cultura e della poesia dialettale del Ponente. L'incontro è stato un piacevole ed emozionante momento di condivisione tra i due poeti, voluto fortemente ed organizzato dal Consigliere comunale di Montalto Carpasio Angelo Canobbio, per unire in una mattinata di inizio estate la cultura della Valle Argentina con quella della Valle Impero

La badalucchese Nives Bianchi, insegnante di professione, fresca vincitrice del Premio di Poesia Dialettale Intemelia U Giacuré, a cura de A Cumpagnia d'i Ventimigliusi e con il patrocinio del Comune di Ventimiglia e della Consulta Ligure, dice : “La mia passione  è scrivere poesie in dialetto che rappresenta le nostre radici. Io lo amo perché è caldo, spontaneo e ricco di sfumature. Alcune parole dialettali riescono ad esprimere sentimenti, ironia e affetto in modo più diretto e vivo. Parlare dialetto è sentirsi spesso a casa, riconoscersi in una comunità e mantenere vivo un patrimonio culturale prezioso. Scrivere poesie mi da un senso di pace e serenità"

Il giornalista e scrittore imperiese Franco Bianchi, ieri nelle vesti anche di poeta, che di recente ha pubblicato il volume "U parlò d'ina votta" commenta così l'incontro con Nives : “La poesia è una cosa che ti nasce dal cuore. Se scrivi, come faccio io, la poesia in dialetto ti permette di fare appiglio a dei ricordi antichi e a dei modi di dire che sono tipici ed intraducibili. La poesia è un modo di esprimersi, di trasmettere i propri sentimenti agli altri. Negli ultimi anni ci sono stati molti premi, ognuno nel suo piccolo, riescono a dare una risposta ad una domanda molto più diffusa di quanto si ritenga. Intendo dire che il dialetto viene riscoperto perché evidentemente c'è una mancanza di qualcosa, forse una mancanza di radici".

Christian Flammia

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