Meteo - 30 maggio 2026, 20:33

SPECIALE UN OCCHIO AL CIELO. Le previsioni meteo a cura di Stefano Sciandra

Dopo un'infiltrazione fresca intorno al 2 giugno (conseguenze da valutare), in cantiere un fendente che potrebbe fare male. Sabato 6 giugno da monitorare per un abbraccio anticiclonico stile boa constrictor

SPECIALE UN OCCHIO AL CIELO. Le previsioni meteo a cura di Stefano Sciandra

Aveva ammonito di non farsi incantare da conclusioni affrettate da parte di web e analisti sul ridimensionamento della cupola di calore che ci ha recentemente interessato. 

Pur avendo interrotto l'elaborazione dei consueti bollettini, non posso restare insensibile alla poca oculatezza che su molti fronti continua a permanere. Qualche giorno fa avevo anche sottolineato la grande analogia con il 2022, estremamente problematico, perché francamente i discorsi che reputo persino stupidi fatti di anno in anno con il solito annuncio: "sarà il più caldo di sempre", lasciano il tempo che trovano. 

Il 2022 fu quello della tragedia sulla Marmolada, e l'anno in cui ufficialmente decisi di ritirarmi dal mondo dell'alta quota perché erano venute meno le condizioni climatiche basilari per ascensioni con un minimo di sicurezza, oltre a un ambiente che giudicavo irriconoscibile rispetto a quello che avevo vissuto per anni sopra la soglia dei 4000 metri. Le somiglianza con quel 2022 sono tante, pur con un margine di dinamicità maggiore presente al momento. I disturbi che interesseranno parte del territorio nazionale nel ponte del 2 giugno, saranno anticamera di una probabile, sempre più crescente, replica di quanto abbiamo sperimentato di recente. 

Sabato 6 giugno, occhio all' abbraccio dell' anticiclone

SCENARIO - Reputo maggiormente interessante focalizzare questi aspetti piuttosto che perdere tempo in bollettini quotidiani che per quanto ci riguarda spostano la situazione di un grado/due in più o in meno, in qualche nuvola/cumulo in più o n meno, o nel cielo più limpido o lattiginoso. Quello che conta sono gli aspetti cruciali. Il mancato sfondamento di una depressione proveniente da Ovest che si arenerebbe sul settore transalpino, rischia di richiamare; un flusso rovente di aria calda che investirebbe il nostro Paese.

Si tratta di un copione fisso, in presenza di depressioni che da una parte comportano maltempo e dall'altra producono richiami di aria bollente. Questo scenario si potrebbe concretizzare sabato 6 giugno con il Bel Paese che si ritroverebbe in un microonde con temperature folli. Forse qualcuno dimentica che le medie di giugno, in termini di temperature massime sarebbero intorno ai 24°. Questa soglia potrebbe essere sfiorata se non raggiunta a quota 1500 metri, un valore pazzesco, in assenza di precipitazioni, possibili solo sull'arco alpino, e con termometri che all'alba di giugno (essendo comunque ancora nella prima decade) schizzerebbero a valori approssimativamente di 37° in alcune aree (vedasi Sardegna). Se l'abbraccio del boa constrictor è letale, quello dell'anticiclone africano, quando si arrabbia è altrettanto potente. Mancano ancora giorni, se mi sbaglierò sarò felice, ma se l'estate astronomica è ancora lontana dal suo inizio, quella meteorologica (primo giugno) ha già fatto la sua discovery e rispetto al caso Garlasco, ha già molte più prove che indizi.

Stefano Sciandra

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