L'Amarcord - 30 maggio 2026, 14:53

L’AMARCORD DEL SABATO. “Il prezzo è troppo caro”: giovane arrotino ucciso da un pensionato in via Littardi

Omicida condannato a 20 anni di reclusione dalla Corte d’assise di appello di Genova

L’AMARCORD DEL SABATO. “Il prezzo è troppo caro”: giovane arrotino ucciso da un pensionato in via Littardi

Era l’8 aprile del 1955 e...“Due secchi colpi di fucile da caccia calibro 12 hanno risuonato stasera in un caseggiato di via Littardi, strada fuori mano che unisce Imperia alla frazione di Piani. In questa strada vi sono rare costruzioni e molti orti, perché la vicinanza del torrente Prino permette la coltivazione delle primizie ortofrutticole. A metà circa dell’arteria si trova un agglomerato di case attorno alla Rio, raffineria per l’olio di oliva. In una di queste case, all’ora di cena, l’assurda tragedia. Giovanni, 25 anni appena, originario del Cuneese, arrotino girovago, si è presentato nella abitazione di un cliente per restituirgli, opportunamente riparati, gli oggetti avuti in consegna: un ombrello e un seghetto da campagna. Ne scaturisce un’animata discussione, a quanto pare basata sul ritardo con cui la consegna era avvenuta. Gli animi, poi, si surriscaldano, questa volta per il prezzo. L’arrotino, che si trovava insieme a Dario, suo compagno di lavoro, avrebbe chiesto 2.500 lire di compenso mentre il proprietario di ombrello e seghetto non gliene avrebbe voluto dare più di 1.000. La discussione è dunque proseguita, con un tira e molla senza fine, sino a un’offerta di 2.000 lire. 

Che, però, non venivano accettate dall’arrotino piemontese. A questo punto succedeva l’irreparabile: il proprietario di casa, un pensionato imperiese conosciuto nella zona per il suo temperamento aggressivo, saliva le scale esterne dell’abitazione, entrava in casa e tornava immediatamente imbracciando un fucile da caccia con il quale, senza alcun avvertimento, sparava due colpi a bruciapelo sul povero arrotino, colpito al petto e all’addome, morto all’istante”. 

Così un noto quotidiano dipinse l’assurda tragedia, dedicandovi due colonne in cronaca nazionale. Una tragedia che aveva avuto come testimoni l’aiuto della vittima e una donna che abitava nella stessa casa, una certa Anna. Entrambi, però, non avevano nemmeno avuto tempo di rendersi conto della tragedia. La sequenza era stata rapidissima e si svolse anche alla presenza di due bambini di circa sei anni, scampati per miracolo alla scarica di colpi, in fuga urlanti e terrorizzati. 

Subito sul posto si radunava gente, in quanto giungeva la corriera Imperia-Piani ed uscivano gli operai dalla vicina raffineria d’olio d’oliva – scrisse lo stesso quotidiano - nello stesso tempo due carabinieri che si trovavano sulla corriera provvedevano all’arresto dell’omicida”. Nell’ottobre dell’anno seguente, il 1956, la Corte di assise d’appello di Genova condannò l’autore dell’omicidio, allora settantunenne, a 20 anni di reclusione. Rinviato a giudizio per omicidio volontario aggravato, l’omicida tenne un contegno arrogante durante il breve dibattito che si concluse con la sua condanna a 20 anni di reclusione. Quando il presidente lesse la sentenza, quest’ultimo disse: “Solo 20 anni, signor presidente?”. “Vi sembrano pochi?", gli chiese il giudice, subito prima di far calare il sipario su uno tra i più truci episodi di cronaca nera dell’epoca, a Imperia.

Giorgio Bracco

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GIUGNO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU