Si chiama Graziano, è di origine rumena, ha 55 anni e vive in Italia da 24 anni, Paese che gli ha anche concesso la cittadinanza. Nel corso della sua vita lavorativa ha attraversato diverse regioni e campagne italiane: da Piacenza alla Puglia, passando per San Severo e Foggia, fino ad arrivare a Imperia, dove da circa 13 anni ha lavorato nel settore agricolo.
Oggi Graziano si aggira spesso nel centro di Oneglia, nel "quadrilatero" di via della Repubblica, sempre accompagnato dalla sua inseparabile cagnetta Rita. Da qualche tempo è affetto da un tumore alla testa, per il quale è in cura, ma non operabile. "Ho sempre abitato presso le imprese agricole per cui lavoravo, ma da quando mi sono ammalato ho perso questa possibilità." La malattia ha segnato anche la perdita della casa. Oggi vive in una tenda e affronta ogni giorno una condizione di forte precarietà. La sua quotidianità è fatta di spostamenti e di resistenza. La tenda in cui vive è diventata il suo unico rifugio, condiviso con Rita, che non ha mai voluto abbandonare. "Avrei trovato anche una sistemazione temporanea alla Caritas, ma non accettano animali e non posso certo lasciare Rita da sola o portarla al canile, soffrirebbe troppo".
Accanto alle difficoltà materiali, Graziano si scontra anche con la burocrazia e le regole dell’assistenza. "I servizi sociali del Comune mi hanno detto che dovrei prendere la residenza a Imperia per poter essere aiutato. Ma come faccio? Non posso certo permettermi un affitto." Una condizione che lo lascia in una sorta di limbo amministrativo, dove senza residenza stabile diventa difficile accedere ai servizi essenziali.

Recentemente Graziano è stato anche allontanato dai portici di via Foce, dove dormiva con la sua tenda insieme alla sua compagna di allora e a Rita. "È arrivato un signore del palazzo presentandosi come ‘maresciallo’, facendoci sloggiare." L’episodio ha però suscitato la reazione di alcuni cittadini, che hanno deciso di scrivere un biglietto di solidarietà e vicinanza, segno che la sua storia non è passata inosservata.
In mezzo alle difficoltà, piccoli gesti di umanità continuano ad arrivare: parole, attenzioni e solidarietà spontanea che rappresentano per Graziano un sostegno prezioso in una quotidianità fragile. Una storia di lavoro, malattia e dignità, sospesa tra la durezza delle regole e la forza degli affetti, dove l’unica certezza sembra essere la fedeltà silenziosa di una cagnetta e la resistenza di un uomo.






