Un muratore dianese di 30 anni, padre di quattro figli, è stato arrestato dalla polizia per favoreggiamento della prostituzione di una ragazza di 20 anni, porto e detenzione abusiva di pistola e minacce a mano armata.
Di giorno svolgeva con profitto il suo lavoro di manovale provetto, di notte - almeno secondo quanto ricostruito dai poliziotti guidati dal commissario della Mobile, Achille Dello Russo, sarebbe stato cinico e bieco sfruttatore di una giovane torinese di appena vent’anni. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, portando al disonore della cronaca la scabrosa vicenda.
Nel cuore di Oneglia avrebbe minacciato di uccidere con una pistola un “cliente” della ragazza, finendo poi per picchiarlo e mandarlo all’ospedale. Secondo la denuncia di quest’ultimo, intorno alle 21.30, in piazza De Amicis, di fronte al tribunale, aveva incontrato la giovane. “Per 10 mila lire ha accettato di salire sulla mia Simca - avrebbe raccontato agli inquirenti - abbiamo poi imboccato una stradina buia dietro il pastificio Agnesi. Quando le ho chiesto di spogliarsi, lei mi ha strappato i soldi dalla mano e ha tentato di fuggire”.
L’uomo era però riuscito a fermarla. Le urla della ragazza avevano allarmato lo sfruttatore che, nascosto nei dintorni, era sbucato davanti all’auto. “Aveva in mano una pistola, la teneva con tutte e due le mani, come fanno i brigatisti - ha precisato la vittima alla polizia – me l’ha puntata contro, ordinandomi di non fare storie altrimenti avrei fatto una brutta fine. Vicino al sedile avevo una zappetta per i fiori e, incurante del pericolo, l’ho impugnata e ho minacciato a mia volta i due: ero sconvolto. Lo sfruttatore mi ha visto pronto a tutto e, non volendo complicare la situazione, ha accettato di restituirmi i soldi. Poi se n’è andato con la ragazza”.
Qualche minuto dopo, però, l'uomo, sempre secondo la denuncia, sarebbe stato affrontato in centro dallo sfruttatore e da due suoi amici che aveva chiamato a rinforzo. “Mi ha insultato e poi ha cominciato a picchiarmi. Appena ho potuto, ho telefonato al 113: perdevo sangue dalla bocca. Due agenti mi hanno accompagnato al pronto soccorso. Ora voglio giustizia”. In base alle descrizioni, la polizia è risalita quasi subito allo sfruttatore e alla ragazza.






