La nuova strada che collega via Nizza a via Filippo Airenti, zona Solerzia, sarà dedicata alla memoria di Vittorio Gavi, ferroviere imperiese morto da eroe durante l’ultima guerra mondiale, al cui sacrificio era stata riconosciuta la Medaglia d’Argento al valor civile.
Il 3 maggio 1944, Gavi, manovratore alla stazione di Oneglia, per facilitare lo spostamento di un treno carico di esplosivi in una galleria, al riparo da un bombardamento aereo, rimaneva al suo posto di lavoro nella cabina, dove moriva quando l’impianto veniva centrato da una bomba. “Vittima del dovere, compiuto fino al supremo sacrificio”, recita la motivazione della medaglia.
Le cronache del tempo dicono che “il ferroviere Vittorio Gavi di Artallo e il capostazione Ermenegildo Zamprogno non esitarono a fare la più difficile delle scelte: restarono al loro posto e cercarono, febbrilmente, azionando congegni e manovrando dalla cabina, di mettere in sicurezza la galleria e allontanare dalla stazione i due convogli. L’operazione, miracolosamente, riuscì: l’area fu devastata dalle bombe ma i convogli restarono indenni e così la vita di tante persone fu salva”.
Il ferroviere-eroe riuscì di fatto a portare a termine l’operazione di scambio, evitando una sicura tragedia. Il tutto sino a quando, come anticipato, un ordigno centrò in pieno la cabina di manovra dove si trovava Gavi, spazzandone via la vita. Del suo corpo, dissero i testimoni del fatto, nulla fu poi ritrovato: soltanto una scarpa con all’interno il piede.






