La trattativa per la cessione dell’Imperia Calcio al gruppo casertano Arkipiù, guidato da Giuseppe D’Onofrio, ha subito un’improvvisa battuta d’arresto. Quella che sembrava una formalità, il passaggio finale davanti al notaio, è stata rinviata a data da destinarsi (pare di una settimana), ufficialmente per la necessità di “ulteriori verifiche”. Il preliminare di vendita era già stato sottoscritto dai legali della società campana e da quelli del club del capoluogo. Mancava soltanto l’ultimo passaggio formale, ovvero la firma definitiva che avrebbe sancito il cambio di proprietà. Tuttavia, la diffusione online delle immagini di una puntata della trasmissione Report, andata in onda lo scorso 16 novembre e condotta da Sigfrido Ranucci, avrebbe cambiato il quadro.
Nel servizio televisivo, al gruppo Arkipiù venivano attribuite presunte irregolarità legate a frodi sul superbonus per circa 3 milioni di euro. Inoltre, la società con sede a Carinaro, attiva nello sviluppo di progetti immobiliari, veniva accostata – secondo quanto riportato nella trasmissione – al clan dei Casalesi. Elementi, forse sfuggiti in prima battuta, che hanno inevitabilmente acceso i riflettori sulla trattativa e spinto le parti a rallentare. Va ricordato che all’indomani della messa in onda del citato servizio, i legali di Arkipiù avevano replicato con una lunga memoria, contestando punto per punto le ricostruzioni giornalistiche e difendendo l’operato dell’azienda. La società rivendica un curriculum consolidato nel settore delle costruzioni e dello sviluppo immobiliare, anche in ambito internazionale.
Va anche ricordato che lo scorso dicembre Arkipiù ha ricevuto un riconoscimento da Il Sole 24 Ore per l’impegno in progetti orientati alla sostenibilità ambientale e alla riqualificazione urbana. A ritirare il premio è stato lo stesso D’Onofrio, in qualità di CEO della general contractor.
Sul piano economico, l’accordo con l’Imperia Calcio prevede il riconoscimento di debiti che ammonterebbero a 700mila euro e l’acquisizione del titolo sportivo per 150mila euro. Una base già definita, ma che ora resta sospesa in attesa che vengano chiariti tutti gli aspetti emersi nelle ultime ore.






