Solidarietà - 02 aprile 2026, 08:35

Auser Filo d’Argento, la sfida contro la solitudine: "Così aiutiamo gli anziani"

Compagnia, attività e sostegno quotidiano. A Imperia l’associazione rilancia il ruolo della socialità

Marco Berio

Marco Berio

"Il problema principale degli anziani è la solitudine". Parte da qui la riflessione di Marco Berio, membro del direttivo dell’Auser Filo d’Argento di Imperia. "L'isolamento può aggravare condizioni già fragili, contrastarlo significa migliorare la qualità della vita".

È proprio su questo fronte che opera Auser, associazione nata nel 1989 da un’intuizione di Bruno Trentin. Oggi rappresenta una rete nazionale di associazioni di volontariato e promozione sociale, tutte iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, impegnate nel favorire l’invecchiamento attivo e valorizzare il ruolo degli anziani nella società. In provincia di Imperia conta oltre 1100 associati distribuiti tra Imperia, Diano Marina, Ventimiglia e Sanremo.

Nel capoluogo, dove gli iscritti sono circa 170 – in calo rispetto ai 400 degli anni d’oro tra gli anni ’80 e ’90 – l’associazione continua a rappresentare un importante punto di riferimento. Le attività sono numerose: tai chi, ballo, tombola, letture, giochi di carte, canto, corsi di ceramica e scrittura creativa. Accanto alla socializzazione, c’è un impegno concreto nel sostegno quotidiano. "Accompagniamo a visite mediche, commissioni e spese. Offriamo compagnia telefonica e domiciliare: per chi non esce di casa, anche una semplice telefonata può diventare un momento prezioso di condivisione".

Non mancano però le difficoltà. "Le incombenze burocratiche e amministrative sono sempre più pesanti – sottolinea Berio e condizionano il lavoro dei volontari". Negli ultimi mesi, inoltre, l’associazione ha dovuto affrontare un cambiamento importante: l’abbandono della storica sede di Oneglia, in via dei Frati minimi, dopo oltre trent’anni. Oggi opera in due nuove sedi: in via privata Gazzano 10, concessa dalla parrocchia di Borgo San Moro, e in via Des Genejs 50, ospitata dall’associazione Marittima di Mutuo Soccorso.

Tra le ambizioni c'è quella di ricostruire il dialogo tra generazioni, promuovendo attività anche con i più giovani: "Un tempo ci si incontrava al bar, si giocava a carte, si guardava la partita insieme. Oggi questo scambio non esiste più – osserva Berio ma è fondamentale: gli anziani hanno esperienza da trasmettere, mentre i giovani possono portare freschezza ed entusiasmo. È uno scambio reciproco di cui c’è grande bisogno".

I contatti dell'associazione: 350 1904 934,  auserimp@gmail.com.

Sara Balestra

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