Anche a Imperia scattano i controlli sulla qualità dell’acqua potabile che non si ferma più al contatore stradale, ma entra ufficialmente dentro i palazzi.
Se prima l'ente erogatore garantiva la salubrità fino all'ingresso dell'edificio, oggi la palla passa all'amministratore di condominio, che diventa il garante della salute dei residenti fino al rubinetto di casa. In questi giorni molti inquilini sono stati contattati dagli amministratori delle verifiche programmate in tutta la città. Il cuore della norma è la prevenzione del rischio Legionella, un batterio che prolifera pericolosamente nei ristagni d'acqua e nelle incrostazioni delle vecchie tubature.
Il decreto impone che ogni condominio sia oggetto di una valutazione del rischio, trasformando la manutenzione da facoltativa a obbligo di legge. Non si tratta solo di analisi sporadiche, ma di attuare un vero piano di autocontrollo: monitorare le temperature (l'acqua calda deve restare sopra i 50°C), pulire regolarmente i serbatoi e le autoclavi, e mappare i punti critici dove l'acqua potrebbe ristagnare.
Particolare attenzione è rivolta agli edifici che ospitano utenze sensibili, come studi medici o dentistici. In questi casi, il rischio di inalare vapori contaminati è più alto e i controlli devono essere necessariamente annuali. “Per l'amministratore, ignorare questi adempimenti significa esporsi a gravi responsabilità civili e penali in caso di focolai infettivi”, spiegano gli amministratori dei condomini dell’Imperiese.






