Imperia Città - 24 marzo 2026, 07:01

ACCADDE OGGI, 24 MARZO 1994. La salute del commercio dell’olio d’oliva imperiese: la Carli sfonda in Sicilia, bene Borelli e Isnardi

Luci e ombre per Sasso e Kernel

ACCADDE OGGI,  24 MARZO 1994. La salute del commercio dell’olio d’oliva imperiese: la Carli sfonda in Sicilia, bene Borelli e Isnardi

L’olio extravergine imperiese sfonda...il fronte italiano. Sinora, la sua espansione era arrivata sino alla Campania. Ma adesso, grazie all’intraprendenza industriale della Fratelli Carli, la maggiore azienda olearia di Imperia (il fatturato del '93 è salito a 160 miliardi di loire e i dipendenti sono circa 200), penetra ancor più profondamente nel Sud del Paese, terra per eccellenza dell’olio d'oliva, e si accinge a sbarcare in Sicilia. I furgoncini di color gialloverde, che consegnano a domicilio a quasi 700 mila famiglie distribuite in gran parte d'Italia, stanno cominciando a recapitare le confezioni ai nuovi acquirenti di Messina e Catania. “Per il momento, ogni previsione è prematura. Stiamo saggiando un nuovo segmento di mercato, in una zona che offre interessanti potenzialità – precisa Gianfranco Carli, amministratore delegato della società – la Sicilia, in effetti, ha consumi di olio piuttosto elevati”.

L’obiettivo è quello di incrementare nuovamente i ricavi, che dopo il '91 hanno accusato una battuta d’arresto, anche a causa della pesante flessione dei prezzi. Un buon segnale, dunque, per l’intera industria olearia imperiese, capace di crescere nonostante il periodo di crisi e, in qualche caso, le occasionali vertenze occupazionali. Alla Sasso-Nestlè si è ricorso alla cassa integrazione per 127 dipendenti, a febbraio, per un calo di produzione fisiologico, data la stagione, consentendo così di smaltire le scorte in magazzino. Stazionario, nel ‘93, il fatturato intorno ai 100 miliardi di lire, con un volume d’affari che ha registrato un trend positivo, dopo il lancio dell’extravergine in bottiglie di vetro.

Intanto, alla raffineria Kernel di Chiusavecchia (che ha commesse soprattutto da Libia e Paesi del Medio Oriente ed è interessata a cercare sbocchi anche all’Est), mesi fa costretta a chiudere il reparto di confezionamento e alla mobilità per 16 addetti, presto si applicheranno i contratti di solidarietà, per garantire il posto di lavoro ai 38 dipendenti rimasti. Positivo, invece, si mantiene  l’andamento della Borelli, leader negli Stati Uniti, mentre la Isnardi di Pontedassio ha concluso un prestigioso accordo con Benetton per la commercializzazione di un olio ligure di qualità. Una situazione complessiva abbastanza favorevole, dunque, pur con qualche ombra. Occorre inoltre tener conto che, dall’istituzione della doc, per quanto si siano verificate controversie sull’applicazione da parte dei produttori, hanno beneficiato anche i piccoli marchi locali (in particolare quelli della Valle Impero, Valle Arroscia, Val Prino e immediato entroterra imperiese, Valli Dianesi).

Accantonata l'ipotesi di affacciarsi all’estero - e per ora non interessata ad altre zone meridionali troppo affollate (Puglia, Calabria, Basilicata - la Fratelli Carli è decisa a proseguire la penetrazione in tutta la Sicilia, specialmente se daranno buoni Messina e Catania. Nei suoi programmi anche il graduale ampliamento della gamma dei prodotti (tonno, olive in salamoia, aceto, marsala) di integrazione e complemento all’olio d'oliva, produzione che attualmente si attesta al 10-15 per cento del fatturato.

Giorgio Bracco

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