È morto ieri a Varese Umberto Bossi, figura simbolo della politica italiana e leader storico della Lega. Con la sua scomparsa si chiude definitivamente una stagione che ha segnato profondamente la cosiddetta Seconda Repubblica. Tra i tanti messaggi di cordoglio emersi sui social, spicca quello del sindaco di Imperia e presidente della Provincia Claudio Scajola, che con Bossi ha condiviso anni intensi di attività politica, attraversando insieme le principali fasi di trasformazione del sistema istituzionale italiano.
Scajola ha ricordato il suo rapporto personale con il “Senatur”, maturato durante gli anni in cui ricopriva ruoli di primo piano in Forza Italia e successivamente al governo, sottolineando soprattutto "il legame umano e politico che univa Bossi a Silvio Berlusconi".
"Ho avuto una lunga frequentazione con Umberto Bossi quando ricoprivo il ruolo di coordinatore di Forza Italia. Di lui, a livello personale, ricordo la grande amicizia con Berlusconi a partire dal ’96: un rapporto vero, genuino, sincero", scrive l'ex ministro. Nel suo ricordo emerge il profilo di un leader fuori dagli schemi, capace di interpretare e guidare un cambiamento profondo nel panorama politico italiano. Scajola lo descrive come "un uomo diretto, carismatico e determinato, in grado di costruire un movimento che faceva del cambiamento la propria identità". "Uomo molto estroverso, innovatore rivoluzionario, Bossi mise su un movimento che faceva del cambiamento la sua bandiera. Fu lui a insistere che io andassi al Ministero dell’Interno", sottolinea.
La morte di Bossi, avvenuta dopo anni di progressivo allontanamento dalla scena pubblica, assume un significato che va oltre la perdita personale. Per Scajola, infatti, rappresenta simbolicamente la fine di un ciclo politico ben preciso:"La sua morte, anche se ormai era lontano dai riflettori della politica, affiancata alla scomparsa di Berlusconi nel ‘23, sancisce la fine del ‘corso nuovo’ incarnato dalla Seconda Repubblica".






