Accadde Oggi - 20 marzo 2026, 07:02

ACCADDE OGGI, 20 MARZO 1983. Campi da tennis al posto del porto: braccio di ferro tra camalli e Comune

Nel mirino i lavori per l’ampliamento dell’impianto di San Lazzaro

ACCADDE OGGI,  20 MARZO 1983. Campi da tennis al posto del porto: braccio di ferro tra camalli e Comune

Quella della costruzione dei campi da tennis in regione San Lazzaro al posto di una porzione del porto è una vicenda che, oltre a trascinarsi da mesi, sta provocando un acceso dibattito in città. 

Il 26 novembre del 1982 un corteo di oltre cento lavoratori portuali, aperto da una decina di autogrù, aveva bloccato il centro di Imperia per contestare (e opporsi) all’avvio dei lavori negli impianti sportivi della Marina. “Vogliamo il porto, non i campi da tennis”, lo slogan di molti striscioni agitati dai camalli. “La zona è classificata area portuale nel piano cosiddetto Fedolino, attualmente l’unico in vigore. Sino al giorno dell’approvazione del nuovo progetto, ci preme salvaguardare quest'area”, sottolineano i portuali. Allora ci fu la sospensione dei lavori per i campi da tennis. Ma soltanto per quattro mesi. Da alcuni giorni, infatti, l’intervento è ripreso. Una delegazione di portuali, accompagnata dal segretario provinciale del Pci, Mauro Torelli, si è incontrata con il vice sindaco, Giovanni  Barbagallo (Scajola è assente e fuori città) per chiedere spiegazioni. La patata bollente è stata dirottata alla riunione di giunta.

Sinora, l’unica decisione è stata quella di non decidere”, commenta amaro Torelli. Se ne riparlerà, certamente, al rientro in sede di Scajola. In questi giorni, il dossier porto è a Roma per l’esame del Consiglio superiore dei lavori pubblici: ultima, decisiva tappa in vista della definitiva approvazione. Alla fine di novembre, dopo l’ incontro con i lavoratori, il sindaco Scajola aveva mandato un fonogramma alla Capitaneria di porto che portò alla sospensione dei lavori, in quanto non risultavano del tutto conformi a quanto deliberato in precedenza dal consiglio comunale. 

Nella vicenda fecero sentire la loro voce anche i soci del circolo tennis San Lazzaro (circa 280 gli iscritti). “L’autorizzazione rilasciata dalla Capitaneria specificava che le opere sono autorizzate a titolo precario e la loro permanenza è condizionata a eventuali esigenze portuali. Avevamo chiesto e ottenuto regolarmente, con delibera del consiglio, l’autorizzazione del sindaco, della commissione edilizia e della Capitaneria per ampliare lo spazio degli impianti, su un terreno demaniale di cui già pagavamo la concessione”.

Nell’intricata vicenda vanno registrati altri due momenti importanti: alla fine di gennaio il Consiglio comunale votò all’unanimità un ordine del giorno per dare presto avvio alle opere (a terra e in mare) previste sia dal piano Fedolino (che ha già tutti i crismi del ministero) sia dal nuovo progetto. Quasi contemporaneamente, secondo alcune indiscrezioni, pare che la Capitaneria abbia inoltrato una lettera al Comune per coprirsi le spalle. “Abbiamo adempiuto alle nostre competenze, se c'è qualche problema urbanistico spetta al Comune intervenire”, il tenore della missiva. “L’iter burocratico non è stato fatto rispettare, cosa intende fare adesso il Comune? – domanda Torelli - quelle aree non devono essere toccate per diverse ragioni: il ministero potrebbe rivedere in parte il progetto e destinarle a zone portuali o eventualmente potrebbero servire come spazio di appoggio ai lavori del nuovo porto”.

Giorgio Bracco

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