Inchiesta degli 007 del ministero del Tesoro: guerra agli invalidi fasulli. La percentuale, in provincia di Imperia, sarebbe vicina al 4%, abbondantemente superiore alla media nazionale che è del 2,6%. Gli accertamenti degli ispettori interesseranno 8.308 invalidi, almeno sulla carta, in tutta la provincia.
Gli accertamenti a tappeto sulle invalidità sono state disposte dal Governo in accordo con la legge Finanziaria. Nel Ponente, infatti, il Viminale registra più di ottomila invalidi a libro paga, percentuale che non ha eguali in Liguria, al di sopra della media nazionale, in linea con le regioni dell’Italia meridionale. Dal ministero sono arrivate chiare disposizioni per ridurre il listone degli aventi diritto. A rischio, in primis, la posizione di quelli che rientrano nella categoria civili dove, recentemente, è stata ravvisata una serie di connessioni e clientele politiche a livello nazionale.
“Abbiamo già effettuato una serie di controlli in passato - fanno sapere dagli uffici della Prefettura di Imperia - secondo i riscontri, l’alta percentuale è dovuta all'immigrazione di appartenenti alla terza età, provenienti soprattutto da Lombardia e Piemonte”. Si tratterebbe, quindi, di un fenomeno legato alla ricettività turistico-residenziale della Riviera. “Innegabile - continuano i funzionari addetti ai controlli – che tra gli invalidi imperiesi una buona percentuale arriva nel Ponente per problemi di salute, stress o, semplicemente, per fare una vita più tranquilla e meno caotica rispetto a quella delle grandi città del Nord”.
In Liguria, la provincia di Imperia è seguita da quelle di La Spezia, con il 2,56%, e Savona, con il 2,52%. Sorprende il dato genovese: 1,99%. I controlli inizieranno presto e prevedono una serie di verifiche medico-sanitarie, colloqui, riscontri diretti. Gli esperti sono certi che il lavoro potrà dare risultati concreti. Nel Ponente è l’Inail, Istituto nazionale assicurazioni infortuni sul lavoro, l’ente che annualmente procede alla serie di verifiche. “La nostra attività non comprende ovviamente gli invalidi civili ma è la dimostrazione che con i controlli è possibile avere una mappa precisa dell'assistenza. Con il '93 abbiamo riscontrato circa sei mila infortuni e i rimborsi sono stati 300. Provvediamo a un controllo ogni 12 mesi per i primi quattro anni e la misura del rimborso viene stabilita a seconda dell'evolversi della situazione”.
Intanto, è già stato definito il provvedimento a carico del falso invalido: a sua disposizione due strade. Confessando che le sue condizioni di salute sono migliorate o resistere nell’accertamento ci sarà la trasformazione immediata in ex invalido con la perdita di ogni beneficio, compreso quello del posto di lavoro, sempre se ottenuto con la falsa invalidità. In caso di resistenza, qualora l’interessato esca perdente, sarà invece obbligato a restituire anche un anno di pensione arretrata. Mentre il licenziamento è automatico nel caso di un posto pubblico, il privato è libero di garantire ugualmente il posto di lavoro.






