Buone notizie - 13 marzo 2026, 15:03

BUONE NOTIZIE. Barriere architettoniche, in Liguria solo Imperia ha il Peba approvato

Il report dell’Associazione Luca Coscioni denuncia ritardi diffusi anche a livello nazionale.

la rampa per i disabili sulla spiaggia della Spianata

la rampa per i disabili sulla spiaggia della Spianata

A quarant’anni dall’introduzione dell’obbligo dei Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) negli spazi ed edifici pubblici, in Liguria solo uno dei quattro capoluoghi di provincia ha completato l’iter previsto dalla legge. Si tratta di Imperia, mentre Genova, La Spezia e Savona risultano ancora senza un’approvazione definitiva.

È quanto emerge da un report nazionale dell’Associazione Luca Coscioni dedicato alle iniziative dei Comuni per garantire il diritto alla mobilità delle persone con disabilità. Un tema che riguarda però una platea molto più ampia di cittadini: marciapiedi con ostacoli o percorsi urbani non accessibili possono diventare impraticabili anche per anziani o genitori con passeggini.

Il Comune di Imperia si è dotato del PEBA con una delibera del Consiglio comunale approvata nel 2015. Il documento è consultabile sul sito dell'Ente .

Diversa la situazione negli altri capoluoghi liguri. A Genova il piano è stato adottato dalla Giunta comunale con delibera numero 23 del 2021, ma deve ancora essere approvato dal Consiglio comunale per completare l’iter previsto dalla normativa.

Il quadro regionale evidenzia quindi un ritardo significativo: tre capoluoghi liguri su quattro non hanno ancora approvato definitivamente il piano, lo strumento previsto dalla legge per programmare l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e negli spazi urbani.

Una situazione che si inserisce in un contesto nazionale altrettanto critico. Dal monitoraggio dell’Associazione Luca Coscioni su 118 Comuni capoluogo – esclusa Roma, dove la competenza è affidata ai Municipi – emerge che 43 città (36,4%) hanno approvato il PEBA con delibera del Consiglio comunale. Sedici Comuni (13,6%) dispongono invece di piani non ancora approvati o strumenti alternativi, 25 (21,2%) sono in fase di redazione, mentre 34 (28,8%) risultano senza PEBA o con informazioni non reperibili.

Secondo l’associazione, dati già critici nei capoluoghi – che in teoria dispongono di maggiori risorse tecniche e amministrative – fanno pensare a una situazione ancora più arretrata nel resto del Paese. La stima è che solo circa il 15% dei Comuni italiani abbia effettivamente adottato un PEBA, mentre la realizzazione concreta degli interventi previsti resta una criticità ancora largamente irrisolta.

Diego David

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