“Se i nostri alberghi diventeranno alloggi avremo centinaia di disoccupati”. Il grido di allarme arriva dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, uniti e compatti nell’annunciare battaglia.
Il timore di speculazioni, conseguente all’abolizione del vincolo alberghiero, preoccupa gli oltre duemila lavoratori del settore turismo. “Ora molti hotel rischieranno di scomparire - dicono i sindacati - questo vorrà dire disoccupazione per tanti lavoratori. Si deve assolutamente far qualcosa”. Cgil, Cisl e Uil del comparto chiedono una politica che salvaguardi i posti di lavoro.
Tra gli altri obiettivi l’ottenimento di un regime di blocco sugli sfratti per un periodo di cinque anni (periodo utile per trovare soluzioni alternative); una politica di incentivi per l'acquisto da parte dei gestori delle case alberghiere; agevolazioni per le ristrutturazioni tese a mantenere la destinazione alberghiera e infine la destinazione del gettito Invim, derivante dall’aumento degli svincoli; nuovi interventi nel settore del turismo-alberghiero e sulle infrastrutture turistiche.
Questo progetto, che sfodera in una vera e propria lotta sindacale, è scaturito da una riunione alla quale hanno partecipato alcuni rappresentanti degli albergatori della provincia di Imperia. “Dall'incontro è emersa la preoccupazione che la recente sentenza della Corte Costituzionale sugli svincoli alberghieri - sostiene la federazione - possa portare all'impoverimento dell’economia di tutto il settore a favore di possibili, anzi ormai certe, speculazioni, negando all'intera provincia la possibilità di rilancio di un settore, quello turistico, tanto importante non solo per l'economia locale, ma anche per quella nazionale”.
“Ad aggravare la situazione - aggiungono i sindacati - interviene anche la non applicabilità della legge sull’equo canone per la parte economica. Tutto ciò aumenta i costi di gestione per l’utenza, minacciando una serie di sfratti (molti dei quali già operanti) entro il 1982, alla sca denza dei contratti di affitto”.
La federazione unitaria ha annunciato per i prossimi giorni una serie di incontri congiunti con i parlamentari della provincia, le amministrazioni comunali e l’assessore regionale al Turismo. “Dobbiamo unire gli sforzi per impedire che la Riviera dei Fiori venga colpita nella struttura portante della propria economia”.






