Sono stati “impacchettati” e catalogati ieri da un archeologo della Soprintendenza i resti ossei emersi durante gli scavi per il restauro del Mercato Coperto di Oneglia. I reperti saranno ora trasferiti per ulteriori analisi e approfondimenti.
Da una decina di giorni, infatti, durante le operazioni di cantiere erano affiorate ossa umane e alcuni suppellettili, testimonianze che con ogni probabilità riconducono all’antico cimitero di Oneglia, situato, appunto, nei pressi dell’attuale Basilica di San Giovanni Battista, costruita tra il 1739 e il 1762.

Va ricordato che in precedenza, dal 1339, sul lato mare dell’attuale Basilica sorgeva l’antico Oratorio di Santa Maria della Pietà, poi abbattuto. È dunque plausibile che nell’attuale piazza Doria, degradante verso il mare, fosse collocato il camposanto storico di Oneglia, strettamente legato ai luoghi di culto che si sono succeduti nei secoli.
Il cimitero venne successivamente trasferito dopo il 1815, quando fu vietata la sepoltura di canonici e nobili all’interno delle chiese. Il nuovo sito fu individuato nella zona della Galeazza, nel cosiddetto cimitero di Sant’Erasmo, utilizzato fino alla costruzione dell’attuale camposanto di Castelvecchio.
I ritrovamenti emersi durante il restauro rappresentano un tassello significativo per la ricostruzione della storia urbana e religiosa di Oneglia, riportando alla luce una memoria rimasta per secoli nascosta sotto il tessuto cittadino.






