A Ranzo, nel cuore del Parco delle Alpi Liguri, dodici ragazzi della Fondazione ISAH hanno vissuto una giornata speciale di attività riabilitative presso il ristorante Il Gallo della Checca, accompagnati dai terapisti Marco Minazzi, Francesca Peirano e dalla psicologa Alessia Martini. Il gruppo ha partecipato a un laboratorio esperienziale con la chef Renata Siboni, dedicato alla preparazione del pane e dei grissini nel forno a legna, mentre lo chef Ugo Vairo ha cucinato il leggendario risotto con il tartufo, proveniente della loro tartufaia.
Figura di riferimento della cucina italiana, Vairo nasce professionalmente “tante lune fa”, come ama raccontare. Nel corso della sua lunga carriera ha appreso il mestiere da personalità di spicco della gastronomia, assorbendo ispirazioni, affinando tecniche e maturando una certezza che ancora oggi guida la sua cucina: solo la materia prima di qualità può dare slancio autentico a un piatto. Sul finire degli anni Settanta apre il suo primo locale, dopo un periodo formativo intenso e ricco di esperienze. La sua sete di conoscenza lo riporta poi in Francia, dove vive anni importanti, fatti di numeri, alta cucina e continua ricerca. Oggi Il Gallo della Checca è presente su Euro-Toques, e lo chef Vairo è insignito del titolo di Chef Award, rappresentando la cucina italiana nel mondo. Nel corso della giornata, lo chef ha voluto condividere non solo tecniche e gesti, ma anche la sua visione della cucina come luogo di relazione e crescita.
"Accogliere i ragazzi della Fondazione ISAH nella mia cucina è stato un privilegio. La cucina, quando è vissuta con autenticità, diventa un luogo di incontro, di ascolto e di crescita. Ho imparato il mestiere da grandi maestri, ma sono giornate come questa a ricordarmi che il valore più profondo del nostro lavoro è condividere: gesti, profumi, tecniche, ma soprattutto umanità. Vedere questi giovani impegnarsi nell’impasto, scoprire la forza delle proprie mani e la bellezza del fare insieme è stato un dono. La qualità della materia prima è fondamentale, ma la qualità delle persone lo è ancora di più".
L’impasto, la manualità, l’attenzione ai tempi della lievitazione hanno offerto ai ragazzi un esercizio prezioso di motricità fine, coordinazione e autonomia, perfettamente in linea con gli obiettivi del Progetto di Vita promosso da ISAH. L’esperienza ha unito dimensione educativa, inclusione sociale e scoperta sensoriale, trasformando la cucina in un laboratorio di crescita condivisa.
"Queste esperienze rappresentano pienamente la missione dell’ISAH: offrire ai nostri ragazzi occasioni concrete di crescita, autonomia e partecipazione" commentano i responsabili dell'ISAH. "La collaborazione con realtà del territorio come Il Gallo della Checca a Ranzo e Cadò a Cosio d'Arroscia, valorizzano il loro percorso e rafforzano il legame con la comunità. Siamo orgogliosi dell’impegno dimostrato e dei risultati che stanno costruendo giorno dopo giorno".






